Padri Passionisti


I Padri Passionisti furono chiamati nel Santuario Madonna della Rocca nel 1932 dal loro illustre confratello Vescovo Mons. Giovanni Battista Peruzzo, lo stesso anno in cui ebbe inizio il suo episcopato agrigentino. I Padri vi fecero ingresso l’11 dicembre 1932. La casa fin dall’inizio fu adibita come casa di noviziato e rimase tale fino all’8 dicembre 1967, anno in cui si chiuse il noviziato per mancanza di novizi. Il capitolo provinciale del 1974 assegnò alla comunità di Alessandria della Rocca la qualifica di comunità missionaria. La comunità, per molti anni, ha ospitato corsi di studio e di spiritualità per sacerdoti, suore, azione cattolica, associazioni di lavoratori d’ispirazione cattolica, gruppi parrocchiali. Un’altra attività apostolica prestata dai Padri è stata l’assistenza spirituale ad alcuni Istituti di Suore della zona. Quando Mons. Peruzzo offrì ai Padri Passionisti il Santuario, esso consisteva in un povero romitorio a pianterreno con scantinati adibiti a stalla, fienile e magazzino asserviti all’attività agricola svolta dai frati sulle terre annesse al Santuario e che fornivano in abbondanza foraggio per il bestiame, verdura, frutta e olio. La chiesa era quella attuale, però in condizioni assai precarie e col tetto che gravava pericolosamente sulla volta. L’Arciprete del tempo, sacerdote Montante, aveva iniziato una sopraelevazione per abitazione civile. Prima che la comunità dei Passionisti venisse ad abitarvi, furono approntate un po’ di camerette per i religiosi e per il noviziato, il refettorio fu ricavato dai vecchi scantinati. I superiori che si succedettero in quel primo periodo realizzarono tali e tanti lavori da rendere il vecchio eremo un vero convento capace di accogliere una comunità di una ventina di religiosi. Si distinsero in modo particolare: P. Flaviano (1932 – 1940), P. Tommaso Sottile (1945 – 1951), P. Stanislao Rigano (1951 – 1957). Essendo la comunità povera dovette contare molto sulle sovvenzioni di enti pubblici statali e regionali e su qualche aiuto da parte di benefattori. Durante la seconda guerra mondiale, in particolare durante lo sbarco delle forze alleate nella nostra isola, alcune bombe caddero proprio nelle vicinanze del Santuario che mostrò segni di cedimento. La struttura era priva di solide fondazioni e il Rettore P. Tommaso Sottile, con l'appoggio del Vescovo, inoltrò richiesta, al Genio Civile, per il riconoscimento dei danni bellici. Ne ottenne uno stanziamento in tre riprese che consentì, negli anni 1947 - 1949, la costruzione di nuove fondamenta, solide e ben profonde, che permisero l'ampliamento dell'edificio adiacente la chiesa. Il successivo Rettore, P. Stanislao Rigano, grazie ad un altro finanziamento da parte del Genio Civile, completò le opere avviate da P. Tommaso e avviò i lavori per la costruzione dell'edificio alle spalle dell'abside della chiesa. 



Padre Tommaso Sottile Passionista

Nel 1957 ricorreva il 25° anniversario dell'arrivo dei Padri Passionisti nel Santuario. La fausta ricorrenza richiedeva lavori di miglioramento per quanto riguarda la strada e il piazzale, ma anche all'interno della chiesa. P. Stanislao, dopo aver fatto sistemare la strada di accesso e il piazzale, dedicò la massima attenzione e impegno economico nel far decorare la chiesa che, a lavori ultimati, apparve un vero gioiello: le linee architettoniche semplici; i colori riposanti, dove i disegni floreali si intrecciano agli stucchi dorati su fondini gialli, rosei, ametista. Sull'altare maggiore, rivestito di marmi policromi, fu rifatto il trono della Madonna; si costruirono in marmo alcuni degli altari laterali, sostituendo le vecchie tele con le statue Maria Regina C.P. , di S. Gabriele dell'Addolorata, S. Paolo della Croce. Tra il 1967 e il 1970, sotto il rettorato di P. Luigi Bruno furono realizzate altre importanti opere murarie: muri di contenimento, cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, rifinitura e riattivazione di locali annessi alla chiesa. Nello stesso periodo fu arredata la chiesa, realizzato un piccolo bosco accanto al Santuario e costruito un monumento marmoreo con statua di Mons. Peruzzo. Periodo ricco di attività edilizia è stato quello sotto il rettorato di P. Leonardo Di Girolamo (1982 – 1986): rifinitura del salone sotto il sagrato del santuario; prospetto del convento; costruzione muri di contenimento; ristrutturazione di tutta la casa conventuale; sistemazione cucina; manutenzione straordinaria del santuario; restauro della statua della Madonna della Rocca. Nel 1982, per celebrare il 50° di fondazione, ricordare e commemorare degnamente mezzo secolo di presenza passionista so state realizzate alcune iniziative: donare una settimana mariana alle parrocchie della montagna, S. Stefano Q., Bivona, Cianciana, S. Biagio Platani, S. Angelo Muxaro. Alessandria della Rocca ha goduto questo dono per un mese intero con la predicazione di un Passionista alessandrino P. Angelo Mangione. In occasione del 50° Mons. Luigi Bommarito scriveva per il fascicolo commemorativo: “Ai Passionisti siamo debitori per il valore in sé della loro vita consacrata. Siamo convinti che essi nel silenzio del loro convento, con la preghiera e la contemplazione della Passione di Gesù, hanno dato alla diocesi molto più della predicazione (sono state tenute le missioni popolari in quasi tutte le parrocchie della diocesi) e del servizio pastorale”.
È doveroso ricordare il particolare impegno profuso dal primo superiore del Santuario, Padre Flaviano. La ricerca di notizie sulle origini e lo sviluppo del Santuario e della sua nota dominante di dedicazione alla Madonna della Rocca, fu per anni uno dei suoi maggiori impegni. Pubblicò il libretto “La Vergine SS. Della Rocca - notizie e preghiere". La circostanza della presentazione pubblica del libro fu felice: la solenne incoronazione della statua marmorea della Madonna della Rocca, avvenuta il 27 agosto 1939, per mano del Vescovo passionista Mons. Peruzzo. 
Il Santuario, oggi, registra la presenza dei Padri: Leonardo Di Girolamo (Superiore), Ambrogio Messineo (93 anni), Mariano Di Stefano. Padre Leonardo, da un po’ di anni, porta avanti un progetto molto importante per il futuro del Santuario: l’insediamento di una Comunità di Claustrali passioniste. La Comunità Apostolica Passionista della Madonna della Rocca è in orante attesa del decreto di fondazione da parte del Vescovo Mons. Montenegro, per dare continuità alla presenza del carisma passionista ad Alessandria della Rocca e alla diocesi agrigentina. 


Nino Vaccaro



"Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore"
(Sal 115 12,13)




P. Angelo Mangione Passionista (primo P. Passionista di Alessandria della Rocca)





P. Ignazio Settecasi Passionista (ultimo P. Passionista di Alessansdria della Rocca)

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