Musical



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Antonino Vaccaro
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Miraculu a Lisciannira

 La Madonna appare ad Alessandria della Pietra
(1624)















Musical in quattro atti



 PERSONAGGI DELLA COMMEDIA MUSICALE

Narratore
Rusalia, umile donna, madre di Pippineddru
Pippineddru, figlio di Rusalia
Sarvaturi, contadino, marito di Rosa
Giuvanni, contadino
Carmela, sorella di Rosa
Rosa, madre di Angelina
Onofria, Anziana donna informata su tutto
Forestieri gente in cerca di asilo

Angelina, ragazza nata cieca

Ninu, giovane innamorato di Angelina
Ragazze, amiche di Angelina
Alfonsa, moglie del Governatore
Lucia, amica di Rosa e Carmela
Ninetta, donna vedova e povera
Donne e uomini, in sommossa contro Angelina
La Baronessa, Elisabetta Barresi
La bella Signora, la Madonna
Popolo
Parroco del paese.

CANZONI

1. Semmu a Lisciannira
2. Patri nostru
3. La fidi nn’av’ajutari
4.  Nu’ basta lu curaggiu pi’ campari
3.  Diu ma quanto è ingiustu lu munnu
4.  Forestieri
5.  Populu sciannirisi
6.  Innamorato
7.  O buon Dio
8.  La verità
9.  Fraternità
10. Angelina è come il sole
11. Povera
12. Sogno
13. Luna
14. Pi’ iddra
15. Angelina è ‘na santa
16. O vergine Maria
17. Occupiamo la piazza di Alessandria
18. Bella mia Alessandria
19. La festa dei folli
20. Semmu a la Rocca
21. Vorrei vedere
22. Cu lu cori vi vogliu ringrazi ari
23. Ave Maria
24. Il tempo della conversione
25. Mira il tuo popolo.

PRESENTAZIONE

Il più bel racconto nella Tradizione di Alessandria della Rocca – l’apparizione della Madonna – è il soggetto di questo appassionante spettacolo teatrale in quattro atti.
Si tratta di un racconto che ricostruisce, con un po’ di fantasia, quella straordinaria storia di una ragazza, cieca dalla nascita, orfana di padre e povera, molto legata alla Vergine Maria, alla quale dedicava tutta la sua vita, pregando e cantando le sue lodi.
La trasparenza dei valori simbolici contenuti nei singoli momenti del racconto mi ha indotto a una drammatizzazione della storia sviluppandola in una chiave teatrale che fosse di facile lettura.
La trama è molto semplice: Angelina – questo il nome attribuitole dalla Tradizione – dopo tanta sofferenza fisica e morale – una parte degli alessandrini l’amava per i suoi sentimenti di fede e per l’amore per il prossimo, un’altra parte la odiava perché la riteneva responsabile dei due mali che affliggevano il paese, la peste e la carestia - riceve il dono più grande da lei richiesto: vedere la Madre di Dio. Su una collina, dove si era recata con la madre che doveva raccogliere della verdura per potersi sfamare, Angelina, in un momento d’intensa preghiera si sente chiamare da una voce che la rassicura dicendo di essere la Madre di Gesù, tanto desiderata. Ad Angelina, su una Rocca, apparve la Madonna che le diede la vista e la incaricò di partecipare al Parroco e ai Primati del Paese che in una grotta lì accanto avrebbero trovato una statua che la riproduceva con il Bambino Gesù tra le braccia.
Quel giorno avvennero quattro grandi miracoli: l’apparizione della Madonna ad Angelina; la grazia della vista; il ritrovamento della statua della Madonna; la conversione del popolo Alessandrino. Filo conduttore della storia sono i sentimenti, primi fra tutti la fede e l’amore che inevitabilmente ne conseguono.
Il racconto, impreziosito dalla musica, con le sue dinamiche di relazioni prima molto difficoltosi – respingimento dei forestieri – poi sereni e fraterni, ripropone i temi fondamentali dell’amore, dell’odio e del perdono, ed evidenzia problematiche sociali (carestia, fame, emigrazione) di particolare interesse e attualità, oltre a rispondere al gusto di una nuova riscoperta culturale del mondo antico, di un patrimonio culturale trascurato, ma importante e fondamentale per la rinascita di una società in crisi di valori, soprattutto di fede.
In un grande impianto lirico, situazioni, ambientazioni e personaggi sono efficacemente evocati dalle musiche di Daniele Guastella che hanno il pregio di suscitare vibranti atmosfere.
I testi di Nino Vaccaro, in dialetto siciliano, dallo stile sobrio e scorrevole, sanno disegnare personaggi evidenziandone statura morale e mondo interiore. Un sapiente dosaggio di ironia e commozione, leggerezza e drammaticità, fa di quest’opera un evento di grande rilievo per la comunità Alessandrina, poiché alla storia già di per sé suggestiva e avvincente si uniscono l’emozione, la forza coinvolgente del teatro e della musica che si spera possano attrarre quanti più giovani possibile in occasione delle rappresentazioni.

Nino Vaccaro  


ATTO  I    

Scena prima


Ambientazione: Piazza principale del paese. (Buio sulla scena, personaggi distribuiti ad arco. Parte la musica, si illumina la scena e i danzatori ballano.)

Personaggi: Rusalia, Pippineddru, Sarvaturi, Giuvanni.

Narratore                 Semmu a Lisciannira

                        Semmu nni lu paisi di Lisciannira
                        tra Beddricasdi, Noru e li Chinesi.
                        Mancu milli cristiani genti povira
                        pi patruna avemmu la famiglia Barresi.
                        Sterru e pruvulazzu nni li strati
                        bianchìanu li mura di tutti li casi.
                        Li cristiani sunnu dispirati,
                        di caristia e pesti flagellati,
                        di caristia e pesti flagellati,
                        flagellati.

                        Lu suli già spuntà ma nu’ si vidi
                        allustra la muntagna a Cartabillotta.
                        La luci ca già trasi nni li casi,
                        ‘ncujeta l’addrivuzzi cu l’occhi chiusi.
                        Li granni pi’ bisognu s’ann’a susiri.
                        L’omini hann’a jri a travagliari
                        li fimmini a virdura pi’ mangiari,
                        li vicchiareddri pensanu a prigari,
                        li vicchiareddri pensanu a prigari,
                        sulu a prigari.

                        Ave Maria, ave Maria, ave Maria, ave Maria.

                        Ave Maria, ave Maria, ave Maria, ave Maria.

                        Si senti di ‘na finestra parlari
                        ‘na matri a lu figliu voli cunfurtari.
Pi la pesti oramà sta pi’ muriri,
la matri nu’ lu voli lassari,
nni li so’ vrazza voli ristari.
Lu Patri nostru si metti a prigari.
Lu Patri nostru si metti a prigari.
Si metti a prigari.

Rusalia         (fuori scena) Pippineddru, comu ti senti?
                      Hjatu miu, arrispunni! Grapi l'occhi!

Figlio            Matri mia, ancora vivu sugnu, ma mi mancanu li forzi.
            Lu vidi ca nu’ pozzu mancu parlari!

Rusalia         Figliu bbeddru miu, chi pozzu fari p’aiutariti?

Figlio            Nenti! Vossìa nu' mmi po' aiutari!
                        Vogliu sulu arripusari, matri mia.
                        Nuddru mi po' aiutari! Mancu lu Patri eternu! 

Rusalia         Nun diri accussì, Peppineddru! Nu’ perdiri la fidi!
                        I sugnu sempri vicinu a ttia, nun ti lassu!
                        Lu Signiruzzu nn'av'aiutari!
                        Tu arriposa ca j mi mettu a priari.
                                    
                                        (esce in strada e canta)

Canzone                              Patri nostru

Rusalia         “O Patri, patri nostru, ca 'ncelu e 'nterra stati,
                        vi pregu notti e jornu, pirchì nu' mm'aiutati?
                        Pirchì nu' mm'aiutati? Pirchì nu' mm'aiutati.

            Stu figliu me' 'nnuccenti vinitimi a sarvari
                         j 'un v'haju fattu nenti, nu’ mm'at'abbannunari,
                        nu' mm'at'abbannunari, nu' mm'at'abbannunari.

                        O Gesù bbonu, ca misu 'ncruci, sapistivu pirdunari
                        aiutati a stu 'nnuccenti, ca è figliu d'amuri,
                        ca è figliu d'amuri.

                        E Vui, Madonna santa, Maria 'mmaculata
                        sintiti la me' vuci di mamma dispirata,
                        di mamma dispirata, di mamma dispirata: 
                   
                        diciti a Vostru figliu, Signuri Bammineddru,
                        di faricci la grazzia a mme' figliu Pippineddru.
                        A mmè figliu Pippineddru, a mmè figliu Pippineddru.

                        O Gesù bbonu, ca misu 'ncruci, sapistivu pirdunari,
                        aiutati a stu 'nnuccenti ca è figliu d'amuri,
                        ca è figliu d'amuri”, ca è figliu d’amuri.

Nella strada è di nuovo silenzio, ma dopo pochi attimi arrivano dei contadini che si recano, come tutti i giorni, in campagna a lavorare.


Sarvaturi      Salutammu, Giuvà! Lu sa’ unn'amm'a essiri oj?

Giuvanni       A li Chinesi, a scippari erba nni lu lavuri! 
                        Ma! C’amm’a jri a ffari, si stannu siccannu tutti cosi!

Sarvaturi      E c’amm’a fari? Spirammu nni la Pruvvidenza di lu Signiruzzu.

Canzone                  La fidi nn’av’aiutari

Sarvaturi      E’ ‘nutuli ca stammu cca a parlari
                        ca tantu lu sapemmu c’amm’a ffari?
                        Pi’ la famiglia nu’ muriri di pitittu
nn’amm’a jri tutti a travagliari.

Giuvanni       Ora ca’ li tirrena sunnu arsi,
e stannu già siccannu tutti cosi
            li favi e lu lavori, l’erba e la virdura
            dicitimi  chi cc’amm’a jri a ffari!

Sarvaturi      E si lu tempu nu’ si metti a chioviri
                        natri amm’a prigari lu Signuri,
                        pirchì la spranza è l’urtima a muriri
                        e natri ‘u’ nni putemmu rassignari.

            La fidi, frati me’, nn’av’aiutari,
                        e l’acqua prima o po’ av’arrivari.
                        Mi raccumannu a ttia, prigammu a Maria.
                        La volontà di Diu s’av’a fari.

Giuvanni       Li to’ paroli su’ comu lu meli,
                        e speru c’arrivassiru nni li celi
                        ca li sintissi lu Signuri Gesù
                        pi’ alligiriri lu nostru duluri.
                      
Sarvaturi      Curaggiu frati me’, ora amuninni,
                        facemmu comu voli lu patruni.
                        Pi’ natri , lu sapiti, è lu dduviri
                        avennu la famiglia di sfamari.
                        Di sfamari.         

Improvvisamente si odono le grida disperate di una donna.

Voce              Gesù Bamminu, aiutami! Aiutami! Nu' mm'abbannunari!
                        Pippineddru nu’ mmi lassari! No! No!
                        Peppineddru, cori di l’arma mia, nu’ po' muriri!
            Signiruzzu, aiutatimi! Sarbati a mme' figlju!
            Vi pigliastivu a mme' maritu! Lassatimi, armenu, stu figliu.
                        Peppineddru! Nu’ mmi lassari! Grapi l’occhi!
                        Signiruzzu, pirchì? Pirchì m'abbannunastivu?

Sarvaturi      Mi pari la vuci di la zza Rusalia.
            Un vastava lu maritu! Quant’havi ca cci murì?
                        Ora lu figliu, vidè! E c’av’a essiri, ssa povira fimmina!
Na matri chi chianci lu figliu mortu,                                                                   
è la cosa cchiù tinta ca po’ capitari.                                                            
la Madonna ‘nsignà a tutti comu fari,                                                                
e la zza Rusalia, comu tutti li matri,                                                                    
av’a truvari la forza pi’ cuntinuari.
                                              

si allontanano.

ATTO  I


Scena  seconda
Ambientazione: Piazza principale del paese (luce bassa, è mattino).
Personaggi: Carmela, Rosa, Onofria, Forestieri.

Da una porta esce Carmela e, contemporaneamente, arriva Rosa.

Carmela        Rosa! Unni sta’ jennu?
                        Unni sta’ jennu? Pirchì sta matinata?

Rosa              E unni pozzu jri, soru mia!
A circari lu mangiari pi’ mia e Angilina.
                        Tu hai a tto maritu ca pensa pi’ la famiglia.
                        J, ca nu’ l’haju cchiù lu maritu,
                        povira e cu’ ’na figlia, bbona comu la Madonna,
ma ceca di la nascita, ch’haju a ffari?
Vaju a cogliri virdura, amm’a mangiari oj!
                        Si lu Signuri nn’aiuta!

Carmela        Cu ti fà tortu, soru mia! Curaggiu Rosa!
                        Tu lu sa’, chiddru ca ti pozzu dari,
ti lu dugnu cu tuttu lu cori.
                        Ma cu’ la caristia ca cc’è, cu ti po’ aiutari!

Rosa              Lu sacciu, Carminì! Ma,
lassami jri! Mi nni vaju!

Carmela        Aspe’! moviti! To’ figlia Angilina unn’è?

Rosa              Appressu era, sopiddru chi ffici?
                        S’app’a firmari cu’ ddri fimmineddri,
                        tu lu sa’ com’è me' figlia,
                        avi u’ cori granni quantu la terra,
                        e la vonnu beni comu ‘na soru.
                        Ah! La Madonna l’av’aiutari!
                        Ora havi vint’anni!
Figlia mia comu ha fattu!
                        Nni lu cori cc’haju appizzata ’na spata,
comu l’Addulurata!
                        Ma….Angilina è forti! ’Un s’abbatti!
Fa curaggiu a mmia!
                        Firrìa li strati e addumanna l’elimosina;
                        soru mia! Nn’aiutammu a campari!

Carmela        Mi strazzi lu cori, soru mia!
Fatti curaggiu Rosa!

Canzone        Nu’ basta lu curaggiu pi’ campari

Rosa              Nu’ basta sulu lu curaggiu
                        O addinucchiarisi a prigari
                        J e me’ figlia pi’ campari
                        Amm’a jri addumannari.

                        Ma li tempi sunnu tinti
                        C’è la caristia e la fami
                        Nu’ truvannu di mangiari
                        Di pitittu amm’a muriri.

                        Nu’ chiangemmu pi’ pitittu
                        Ma suffremmu comu cani
                        E parlannu cu’ Maria
                        Angilina cunforta a mia.

Carmela        Soru me’ nu’ dispirari
                        Ca sti tempi ann’a passari
                        Fallu pi’ ddra criatura
                        Nu’ la po’ abbannunari.

                        Angilina è ‘na santa
                        Parla sempri cu’ Maria
                        Quannu la sentu cantari
                        Lassu tuttu p’affacciari.

                        M’addinocchiu pi’ prigari
                        E chiamannu lu Signuri
                        Cc’addumannu tant’amuri
                        Pi’ ‘na figlia svinturata.

Rosa              Tu lu fa ca si’ so’ zia
                       
Carmela        Ma Angilina è ‘na santa

Rosa              Sulu pi’ tia soru mia

Carmela        Rosa mia fatti curaggiu.

Rosa              Nu’ basta sulu lu curaggiu
                        O addinucchiarisi a prigari
                        J e me’ figlia pi’ campari
                        Amm’a jri addumannari

                        Ma li tempi sunnu tinti
                        Nu’ si po’ cchiù campari
                        ‘u’ nni resta c’aspittari
                        ca Gesuzzu nn’arricogli.

Carmela       Rosa, nu’ dispirari, fallu pi’ to’ figlia,
tu lu sa’ ca pi’ vatri cc’è la me’ famiglia.

Rosa              Beddra matri! Nni misimu a parlari . . .
e mè figlia? Com’è ca ’u’ nn’arrivatu?
                        Vaju a talìju! ’un facemmo ca…..(si allontana).

Carmela       Matri ’nfelici! E cchjù ’nfelici la figlia!
                     Chi dispirazioni! Chi cci pozzu fari!
                     Sulu la Madonna li po' aiutari. (si inginocchia)
                     Beddra Matri, aiutatili Vui,
                        faciticci ssa grazia, pi’ carità!
 
Giunge in strada una donna anziana.

Onofria          Adà! Chi faciti cu’ la matinata?
                     Chi prigati 'nmezzu la strata?

Carmela       Cc’è bisognu di prigari!
Lu viditi comu vannu li cosi a lu paisi?

Onofria          Li cosi, a Lisciannira, vannu a peggiorari!

Carmela       Lu sapiti ca murì lu figliu di la zza Rosalia?

Onofria        Si, Pippineddru! Piccatu!

Carmela       Sapìa ca stava mali, ma, c’avìa?
                     La zza Rusalia nu' llu facìia vidiri a nuddru.

Onofria          La peste! La peste! Diu nni scanza e libbera!
                        Comu amm’a ffari! La fami! La peste!
                        Nni manca la guerra! Di unni scanza!
                        Sintivu diri c’arrivaru ‘na pocu di foresteri,
                        ca cercanu travagliu a Lisciannira.
                         
Carmela        Si, veru è! La prima sira durmeru cca davanti la chiesa.                              
Mischineddri, arrivaru morti di fami, comu ann’a fari?
Ma lu Signuri è bbonu! Iddru vidi e pruvvidi.
E po’, lu suli spunta pi’ tutti! Ann’a campari vidè li foresteri

Onofria          J nu’ la viju cussì facili! J dicu ca nn’amm’a guardari!
Cu lu sapi che genti sunnu? Su foresteri!

Carmela        Sempri cristiani su’, figli di Diu comun atri!
genti ca lassà la so’ terra pi’ lu bisognu,
e natri, si semmu cristiani, nn’amm’a spartiri cu’ iddri,
chiddru ca li patruna nni dunanu.

Onofria         J capivu ca li sciannirisi sunnu suspittusi!                                                                   Cc’è di vidiri chi dici la Baronessa Barresi.

Carmela       J dicu ca lu Signuri è granni!
Affidammuni a la So’ misericordia!

Onofria         Veru è Carminì, lu Signuri è granni, ma veru ssi castighi miritammu?
                        J e tanti atri fimmini sapiti chi pinsammu?
Cca ddra ceca di vostra niputi, parlannu sempri di la Madonna,  
secunnu mia e tanti atri fimmini…
                         
Carmela        Chi vuliti diri, cu’ ssa facci, ca me' niputi è ‘na strega?
                    
Onofria        J vulìa diri ca …. Angilina firrìja, di la matina a la sira, pi’ li strati,
                     e ripeti sempri li stessi cosi: - la Madonna santissima nn’av’ajutari,
la Madonna nn’avi a sarvari! -
                        Ma tanti, nni lu paisi, pensanu ca … si Angilina si zittissi fussi megliu.

Carmela        Ma chi sta’ dicennu! Angilina, è 'n’angilu di paradisu.
                       
Onofria          Pi’ vuj  è ‘n’ Angilu di paradisu!
                        Pi’ mmia e tanti atri è farsa! è ‘na strega!

Carmela        Lassati ’nmpaci a mme' niputi!
Circati d’aviri rispettu pi’ ’na povera ceca.
                     Chi cci jti a ffari a la Chiesa, si po’ vi cumpurtati comu u’ sirpenti?
                     Nun basta prigari, si, ddoppu, trattammu mali li figli di Diu.

Onofria        Chi mi vuliti fari la predica?

Carmela       Vi staju dicennu paroli santi!
  
Onofria        Mi nni vaju! Pinsati pi’ vostra niputi, prima ca cci finisci mali.

(si allontanano)

Ninu che ha ascoltato le due donne, canta ….
                       
Canzone       Diu ma quantu è ingiustu lu munnu

Ninu               Diu, ma quantu è ingiustu lu munnu, 
                        quanta genti tinta cc’è.
                        Chi duluri a lu cori
                        quannu sentu lamintari.

                        Fimmini cu’ cattiveria
                        senza Vuj nni li so’ pinseri.
                        Datimi tutta la forza
                        pi’ putilli suppurtari.

                        Pi’ putilli ajutari
                        nni lu cori s’ann’a tuccari.
                        Sunnu tutti vostri figli
                        hann’ addivintari bboni.

                        Diu, ma quantu è ingiustu lu munnu
                        si cc’è cu odia Angilina,
                        ‘na criatura svinturata,
                        ginirusa nni l’amuri.

                        Diu, ma quantu amm’a suffriri
                        Nni sta terra arsa e malata,
                        j ‘na cosa v’addumannu:
                        dati paci a stu paisi!

                        Chi duluri a lu me’ cori
                        Pi’ sta genti suffirenti,
                        ca nu’ sapi comu fari
                        ora ca sta mali, Vuj l’at’ ajutari.

                        Diu, ma quantu è ingiustu lu munnu,
                        o chi rabbia a lu me’ cori,
                        si la nostra genti è tinta,
                        zoccu cc’avi nni lu cori.

                        Cu avi pani di jttari
                        Ama , odia e fa la guerra,
                        ma natri, poviri di la terra,
                        la vita vulissimu sirena.

                        Ma di quali parti siti
                        vi nni stati cu’ li potenti
                        o ccà, unni vi pregu ju
                        nni sta terra dispirata.

                        Gesù Cristu c’adoriamu
                        quali figli preferì?
                        Li re maggi c’avianu l’oru
                        o natri ca suffremmu ccà.
                        Diu, comè crudeli lu munnu
                        ca nu’ sapi cchiù amari.
                        Semmu vostri creaturi
                        Bisugnusi di amuri.

(rientra nella propria casa)

arrivano i forestieri che sulla piazza della chiesa cantano e danzano
rivolgendosi a Maria

Canzone                  Forestieri    

                        Noi siamo i forestieri
                        lavoratori.
                        Noi uomini e donne
                        soltanto vivi.
                        O Madre santa
                        e noi Vi domandiamo
                        aiuto, aiuto.

                        Noi siamo i forestieri
                        i mendicanti.
                        Noi uomini e donne
                        di povertà.
                        O Madre santa
                        e noi Vi domandiamo aiuto, aiuto.

                        Noi siamo i forestieri,
                        e vi chiediamo aiuto.
                        Sian qui per lavorare
                        e vogliamo vivere.
                        Non siate diffidenti
                        e noi ci avviciniamo
                        a voi
                        a voi.

                        Noi siamo i forestieri
                        lavoratori.
                        Noi siamo quella gente
                        che conta poco.
                        O Madre santa
                        e noi Vi domandiamo
                        aiuto
aiuto.
Noi siamo i forestieri
chiediamo alla città
dov’è l’umanità.

Il mondo non è qua,
ma è qua che cambierà
e si mescolerà
e ricomincerà
da qui.

Noi siamo i forestieri
lavoratori.
Noi uomini e donne
soltanto vivi.
Noi siamo gli sconfitti
battuti e vinti.
E se noi perdiamo
perdiamo niente.

E niente è niente
non conta niente.
Noi siamo chi non ha
l’immunità.
Nel mondo noi siamo
la nullità.
Noi siamo figli e madri
e padri e figli

Noi siamo i forestieri
emarginati.
Noi siamo gli esclusi
e gli abusivi.
Noi siamo i forestieri
del mondo intero.
Dovunque noi siamo
noi siamo fuori.
O Madre santa
e noi Vi domandiamo
Aiuto, aiuto.

Noi siamo i forestieri
i disperati.
Noi uomini e donne
soltanto vivi.
O Madre santa
e noi Vi domandiamo
Aiuto, aiuto
Aiuto, aiuto.     

(escono)

ATTO  I


Scena terza: Sagrato Chiesa del Carmine.

Personaggi: Angelina, Ninu, Ragazze, Alfonsa, Onofria, Carmela.

Angelina arriva in strada cantando

Canzone                  Populu sciannirisi

Angelina       Populu sciannirisi, cristiani e piccatura
                        cca cc’è Angilineddra, la ceca pi’ natura.
                   
                     Quannu, nicareddra, mi murì lu patri
                     ristavu nni li vrazza di ‘na povira matri.

                     Li cosi vannu mali, ma j v’addumannari
                     un tozzu di pani, e  tiru a campari.

                     A chiddri ginirusi ca fannu la carità,
                     lu Signiruzzu nostru, ripaga per sua bontà.
                           
Arriva Ninu.

Ninu               Angilina, finarmenti ti truvavu!

Angelina       Pirchì mi circavatu, Ninu?

Ninu               Angilina t’haju a parlari.

Angilina        Ninu, parla, chi m’a diri?

Canzone                              Innamorato

Ninu               Nu’ canuscìa a ttia ma la to’ castità.
                        È u’ gran sognu pi’ mia ‘ncuntrariti ccà.
                        Era chistu chi vulìa, lu cori mi lu dicìa.
                        J ‘u’ nn’avìa ca du’ amanti, la jumenta e la poesia .

                        Oh! Sugnu n’omu innamorato
                        di tia.
                        La to’ anima è lu me’ fiatu.

                        Nu’ talìava fimmini, nu’ mmi facìa mali,
                        cc’era nni mia la forza di nu’ suffriri mai.
                        Po’ ti vitti e sintivu ‘ntra di mia lu focu,
                        u’ focu c’addriviglià lu sonnu d’un vulcanu.

                        Oh! Sugnu n’omu innamorato
                        di tia.
                        La to’ anima è lu me’ fiatu.

                        Lu cori fattu a pezzi, tu nu’ sai zoccu è.
                        Tu canusci l’amuri, si canti lu tò Signuri.
                        I canusciu la malatìa di lu me’ cori ‘mpazzutu.
                        Tu pensi a Maria, pi’ chissu nu’ sugnu amatu.

                        Oh! Sugnu n’omu innamorato
                        di tia, si, di tia.
                        La to’ anima è lu me’ fiatu.
                        Oh! Sugnu n’omu innamorato.

                        Cu’ ‘na manu toccami, ascutami lu cori.
                        Si voli Diu, tu sarai mia,
                        cu’ ttia ‘mpazzirò, amuri miu.
                        Cu’ ttia lu ‘nfernu è paradisu.

                        Oh! Sugnu n’omu innamorato
                        di tia, si, di tia.
La tò anima è lu me’ fiatu.
                        Oh! Sugnu n’omu innamorato
                        di tia.

Angelina       Ninu, nu’ m’aspittava chiddru chi dicisti.
J nu’ vogliu dariti duluri, ma levami di la to’ testa, ti pregu!
                        Tra mia e tia nu’ cci po’ essiri storia d’amuri.
                        J ti pozzu dari sulu amicizia e fraternità.

Ninu               Angilina, j nu’ m’aspittava ca mi diciatu di si subitu,
ma nu’ mi rassegnu! Pigliati lu tempu chi bò! (sconsolato, si allontana).

Arriva un gruppo di ragazze che si rivolgono ad Angelina, ancora seduta.

Ragazze       Angilina! Natri semmu, li to' cumpagni!

1^Ragazza   Appena ti ntisimu ti vinnimu a circari.
                        Ti purtammu u' pezzu di pani.

2^Ragazza  Ti lu mettu nni la sacchina,
quannu ha pitittu ti lu manci.
                        Nni la canti la canzuna ca piaci a natri?

Angelina       Si, Subitu! Ma vatri cantati cu’ mmia.
Lode alla Vergine Madre!

Ragazze       Lode alla Vergine Madre!

Canzone                  O buon Dio

Angelina       “O buon Dio, son cieca nata
                        ed a Te consacro il cuor
                        col più forte e dolce amor
                        e costante fedeltà.  
                              
Della Vergine sol il nome
                        è ristoro a l’alma mia,
                        quando invoco Te Maria
                        sento dolce il mio patìr.
                               
Degli Spiriti celesti
                        sciolgo lodi notte e giorno,
                        l’armonia che echeggia intorno
                        tutta in ciel mi fa rapir”.

                        “Benedetta o Vergine santa
senza colpa Madre a Dio,
                        deh corona il gran desio
                        di goderti senza velo.

                        Cieca nata ed orfanella
                        di sventure ormai nutrita
                        tronca il fil della mia vita
                        perché vegga Te nel ciel”.

1^Ragazza   Angilina, chiddru chi dici cu’ sta canzuna mi fa trimari li gammi.

2^Ragazza   Angilina, ma tu, veru vulissitu murìri pi’ vidiri la Madonna?

Angelina       Vulissi murìri, pi’ vidiri la Vergine Maria!

1^Ragazza   Angilina, natri ti vulemmu bbeni!
                        Nu’ pinsari a la to’ svintura.
Sapemmu ca Ninu è foddri pi’ ttia.
                        Pirchì nu’ pensi a fariti ‘na famiglia cu’ Ninu, ca è u’ picciottu bonu.

Angelina       J, la famiglia cci l’haju! Me’ matri, la Madonna e vatri vidè.
                        Vatri siti li me’ soru e Ninu, si lu voli, po essiri me’ frati.

1^Ragazza   Angilina, pirdunami! Tu sa’ chiddru ca è giustu pi’ ttia.                                

2^Ragazza   Tu meriti l’amuri di tutti li Sciannirisi.

Angelina      I nenti meritu! Nenti!
                     Chiddru chi dicu e fazzu è tuttu meritu di Maria Santissima.

2^Ragazza   Chi vo’ diri Angilina?
Chi cc’entra la Madonna?

Angelina       La Vergine mi metti li paroli ’nmucca!
                        Vatri l’at’a prigari, comu fazzu j!

1^ ragazza   (dopo aver guardato nella strada accanto)
Angilina Ninu sta vinennu, Natri nni nni jemmu.

Angelina       Nu’ mmi lassati sula, ristati vicinu a mia!

(le ragazze si sistemano accanto ad Angelina e attendono l’arrivo di Ninu)

Arriva Ninu e ….

Canzone                  La verità

Ninu               La verità
                        A mia la verità
                        Pirchì mi dici di no?
                        A mia tutta la verità
                        Dicitimi la verità
                        Pi’ cuitarimi la testa.
                        Angilu e vita mia
                        Amuri veru
                        Di lu cori miu
                        J ti guardai
                        E nni lu fucu ‘nfiammi andai.

Angelina       La nostra vita sia
                        donarsi a Maria.
                        Io ti amerò
                        ma non ti darò la mia vita.

                        Sarai
                        Il fratello che io non ho.

Ninu               Sarò
                        l’amore che tu non hai.

Angelina       Mio Nino.

Ninu               Angelina.
(Ninu s’inginocchia ai piedi di Angelina e …)

Ninu               Dimmi di si!

Angelina       No, non posso!


Canzone                  Fraternità

Angelina       Fraternità!
                        La sola che posso darti.

Ninu               La verità
                        ora tu mi l’ha diri.

Angelina       Fraternità!
                        La sola che posso darti.

Ninu               Fraternità
                        di mia tu nu’ po’ aviri.

Angelina       Fraternità!
                        La sola che posso darti.
                        Fraternità
                        Fraternità
                        Fraternità.

(Ninu si allontana disperato. Angelina e le ragazze restano in mezzo alla strada)
Arrivano la moglie del Governatore (Alfonsa) e Onofria.

Alfonsa         Fate largo, gentaglia! Fate largo!
                        Toglietevi di mezzo! Ma che stupide siete!

Onofria           Livativi di ’nmezzu la strata!
            Onoriamo, come si deve, la signora moglie del governatore.

Alfonsa         Grazie! Voi Onofria, siete una buona donna,
            ma, che fa questa gente in strada?

Onofria          Angilineddra canta e ffà ’mpazziri l’addrevi.
                        Iddra canta e li picciotti cci vannu appressu.

1^ragazza    Oh, si la sintissi cantari! Chi grazia!
Chi vuci! Chi sentimenti dilicati!
                        Signora, j ’mpazzisciu quannu la sentu!

Alfonsa         Fate male a impazzire per delle canzonette.
                        E poi, canzonette di una cieca ….
Saranno di basso contenuto.

2^ragazza   Ma, no! Sunnu canti di lode a Maria.

Alfonsa         È ancora peggio! Una povera cieca, ignorante, di bassi genitori,
cosa potrà cantare mai?

Da una porta esce Carmela e ...

Carmela       Signora illustrissima, tuttu lu me' rispettu!
                        Chi sta parlannu di me' niputi Angilineddra?
                        Si la sintissi cantari! Cci piacissi, sugnu sicura!

Alfonsa         Questo suo cantare, sono sicura, è un modo, come un altro,
                        per far denaro in tempi di carestia.

Angelina       Non può parlare così male di me! Lei non mi conosce.


La signora occupando il centro della scena ….

Canzone                  Angelina è come il sole

Alfonsa         Potrei sapere adesso chi sei?
                        Perché tu vai in giro a cantare?

Angelina       Son la cieca Angelina
                        l’aria lieta in questa città.

Alfonsa         Aria infetta nella città.

Angelina       Non mi lascio intimorire
                        se le và, se vuole, sarò
                        pronta a dialogare
                        con lei.

Alfonsa         Tu che dici di pregare
                        sai soltanto ingannare
                        gente che crede in te.

Angelina       Lei che pensa male di me,
                        chi si crede? Chi mai sarà?

Alfonsa         Son colei che ti punirà.

Ragazza       Lei patrona, certo no sa
                        che, Angelina è il sole per noi,
Angelina è come il sole.

Ragazze       Angelina è come il sole
                        una splendida creatura.
                        Sveglia in noi l’amore che
                        in noi non c’era e adesso cc’è.

                        Angelina è come il sole.
                        Una madre, una sorella
                        sarà per noi.

Carmela        Angelina è come il sole,
                        fonte di moralità.
                        La mia vita per lei darei,
                        e più la sento e più la amo.
                        Angelina è come il sole,
                        fonte di cristianità
                        sarà per me.

Tutti               Angelina è come il sole,
                        meraviglia del creato.                    
                        Lei ci ama e ci amerà
                        e per la vita ci amerà.
                        Angelina è come il sole
                        Creatura celestiale.
                        Angelina più del sole
                        sarà per noi.
                       
Alfonsa         Quante menzogne, per difendere una cieca ignorante!

Angelina       Signora, pirchì pensa a mmali?
                        La carità cristiana, come dice il Parroco a messa,
                        mi cumanna d’aiutari, sempri, a ccu havi cchiù bisognu di mia.
                        E chi ffà di mali, a la genti e a vossìa, ’na povera cieca, orfanella,
                        si canta lodi alla Beata Virgine Maria.

Alfonsa         Continua a dire falsità!

Carmela       Nu’ sta beni disprizzari ’na povera cieca.

Angelina       Zzia Carmela, sa fà parlari a mmia.
                        Signora, av’a d’aviri la carità d’ascutari.
                        Essiri povera, essiri orfana, è sopportabile nni la vita.
                        Gesù comanda a tutti di amare anche i poveri;
                        Gesù volle nascere povero, stava cu’ li puvureddri!
                        Lu riccu o lu putenti ca disprezza lu poviru,
                        diventa nemicu di Dio, e, 'ntempu di nenti,
                        si perdi la memoria di iddru e di tutta la so' famiglia.

Alfonsa        Mi stai facendo la predica?
Ti permetti di parlarmi così!

Onofria        Maleducata! Strega!

1^Ragazza  Angilina è ‘na santa!

2^Ragazza   Angilina! Canta la canzuna a la Madonna.
                        Falla sentiri a la signura!

Alfonsa         Smettetela! Fate parlare lei.


Canzone                  Povera

Angelina       Mia madre amò tanto mio padre
                        come si ama nostro Signore.
                        La malattia che è disumana
                        tolse la vita al padre mio. 
                        Tolse la vita al padre mio.

                        Io no ho più un padre d’amare.
                        Mia madre è la mia famiglia.
                        Per questa gente prego e canto,
                        chiedo aiuto a Maria,
                        fonte di grazia e carità.

                        Carità.
                        a voi tutti chiedo per me.
                        Povera!
                        Quale vita è la vita mia.
                        Orfana, e cieca
                        L’eterno Padre volle così.
                        Povera, sono io,
                        la mia gente sa tutto di me.

                        Piedi nudi, sin dalla nascita
                        Chiedendo aiuto agli alessandrini
                        che hanno mostrato un cuore grande
                        un cuore grande,
                        e continuo ad andare avanti
                        fino ai limiti più distanti
                        con la Vergine in capo al mondo
                        in capo al mondo.

                        E c’è
                        In Alessandria

                        una gente che
                        mi tocca il cuore.

                        E c’è
                        In Alessandria
                        una fede che
                        è l’aria mia.

                        Povera!
                        Qui nessuno soffre più di me.
                        Povera!
                        È la strada la casa mia.
                        Umile, sono io,
                        e  so come amare Maria.
                        Povera, e cieca.
                        Qui la gente sa tutto di me
                        Qui la gente sa tutto di me.
                       
1^Ragazza   Angilina, nni strazzi lu cori!
Tutti suffremmu pi’ lu to' duluri.

Angelina       Vatri, tutti illuminati di lu suli, e j, passu li jorna a lu scuru.
                        Vatri putiti talìari li biddrizzi di lu creatu, e j, sempri a lu scuru.
            Sentu diri: “o, chi bbeddra matinata!
Chi bbeddru suli! chi celu stiddratu! chi luna china!
                        Ma, zoccu è lu suli?
La luna e li stiddri zzoccu sunnu?
            E li tirrena, l’erba, li sciuri, li passari ca sentu cantari,
                        e tutti li cosi chi ffici lu Signuri, chi sunnu?
                        E j! E vatri tutti, comu nni fici lu Patri eternu?           
                        Cu, di vatri, ’un chianci, a lu me' chianciri’?

Alfonsa         Non v’è dubbio, Angelina, sei infelice!
           
2^Ragazza   Ringrazziammu a lu Signuri, c’avemmu lu donu di la vista!

Angelina       At’a ringraziari tutti li jorna a lu Signuri, pi’ ssu donu di la vista!
                        Sapiti, picciotti, zoccu mi cunforta?
Sentiri e cridiri ca cc’è Maria,
la beddra Matri ca strinci a lu so’ pettu lu Bamminu Gesù.
                        J ’un viju nenti!
Nu’ sacciu com’è fatta la statua di la Madonna,
                        ma, cu’ lu pinseri arrivu ddra, (Con l’indice verso il cielo)
                        unni la nostra Matri santissima havi la so’ eterna dimora.
                        J, cu’ ttantu amuri, cci dicu: salve, Regina del cielo e della terra!
                        Angelina, la cieca nata, di Alessandria,
                        Vi prega e Vi ascolta ogni mumentu di la jurnata.

Alfonsa         No! Basta! Non credo alle tue parole.

Angelina       Chiddru chi dicu, nesci di ’nti lu me' cori,
                        e se ella ha carità per ascoltarmi, cci cuntu lu sognu chi fici sta notti.
                
Le presenti      Cuntalu, Angilina! Cuntalu!

Alfonsa         Oggi sono anche troppo paziente, racconta pure il sogno!
                        Sentiamo cosa sei capace d’inventarti.

Canzone                      Sogno

Angelina       Abbattuta di firrìari pi’ li strati
                        Mi curcavu pi’ putiri arripusari.
                        Nni lu sonnu mi truvavu, nni lu voscu a ddifora
                        Si cci pensu, pi lu scantu tremu ancora.
J ‘U’ nn’appi tempu di capiri unn’era
ca sintivu cchiù d’u’ cani abbaiari.
                        Mi sintivu persa e sula, cuminciavu a trimari,
                        nni lu sonnu nu’ sapìa cchiù chi ffari.
                        Cuminciavu a gridari e circavu di scappari,
                        ma cadivu e ‘u’ mmi putìa arriminari.
                        Tuttunsemmula ‘na vuci mi vinni a cunfurtari,
                        “Angilina sugnu cca, nu’ ti scantari”.
                        0h chi vuci dilicata e amurusa
                        Chi facissi pi’ putilla arrè ascutari.
                        Cu l’armali già vicini, la chiamavu dispirata,
                        “oh matruzza mia, vinitimi a sarvari”.
                        Cu’ ‘na manu mi piglià pi’ lu vrazzu
                        mi tirà dicennu curri appressu a mia,
                        e scappannu mi dicìa, cu ‘na vuci dilicata,
                        “Angilina, cc’è la Vergine Maria.
                        Ora ca vi lu cuntavu, tocca a vatri giudicari
                        Si la Matri di Gesù mi voli beni.
                        Ora ca vi lu cuntavu, tocca a vatri giudicari
                        Si la Matri di Gesù mi voli beni.
                        Ora ca vi lu cuntavu, tocca a vatri giudicari
                        Si la Matri di Gesù mi voli beni.

Alfonsa         Bene, Angelina!
                        Ma dimmi: questo tuo sogno a cosa mira?

Angelina       E’ un sogno! Un sogno bellissimo!
                        Pirchì? Voscenza cci voli vidiri atru?

Alfonsa          E no! Tu l’hai inventato per farti credere una santarella.

Angelina       Chi sta dicennu? M'av'a cridiri voscenza!
                        Il cielo mi guardi da tanto peccato!
                        Ella nu’ po' pinsari accussì mali di mia!
Lu Signuri la perdoni!

Onofria          A ttia av’a pirdunari! Pezza di maladucata!

Alfonsa         Questo è troppo! Me la pagherete!
                        Oggi stesso ne parlerò col Governatore.

Carmela       ‘u' nni scantammu di nuddru!
                        Nu’ po’ pistari, cu’ li pedi, li puvureddri.
                        Semmu tutti criaturi di Diu, e miritammu tuttu lu rispettu.

Alfonsa         Ma che stai dicendo? Villana, maleducata!

Carmela        Nu' mmi, scantu cci dissi! Cc’è un Diu!
                        Lu Signuri nu’ si scorda di li puvureddri!
                        Pirchì natri lu sapemmu prigari.
                        Patri nostro, giustizia contru li prepotenti!
                        contru cu pista, cu’ li pedi, ’na vostra criatura.

Alfonsa         Ecco, il Padre eterno sa come giudicare!
e sa dare le giuste pene.

Carmela        A natri chi nn’av’a dari lu Signiruzzu!
                        Nni vasta e nn’assuperchia la pena di la pesti.
                        Lu populu sta murennu pi’ la pesti e la caristia.

Parte la musica ed entrano in scena le ragazze per ballare.
                 
 “Disperazione e morte”

Fine del primo atto.

Si chiude il sipario.

ATTO  II

Scena prima

Ambientazione: Sagrato della chiesa.
Personaggi: Rosa, Ninu, Onofria, Angelina, Ragazze.
                                       
Rosa raggiunge il sagrato della chiesa fa il segno della croce guardando la statua della Vergine situata sul portale, poi cerca in cielo la luna e …..


Canzone                  Luna

Rosa              Luna, luminusa e sula
                        bbeddra
                        ca di ‘ncelu vidi tutti cosi
                        talìa
comu di pesti si mori.

Fai
Lustru cca ‘nterra
fin’a quannu
chiaru spunta lu jorno,
ma ora,
si ssi la luna di sta terra,
ascuta lu gridu
di ‘na matri ca soffri tantu
pirchì
tuttu l’universu
nu’ vali
lu so’ amuri immensu
per lei
figlia sfurtunata.
Luna.

Luna
comu si luntana
cussì
silinziusa e chiara
ascuta
Iu gridu di ‘na matri dispirata.
Nu’ vidi ca
lu populu soffri tantu?
non senti
li lamenti e lu chiantu?
U’ chiantu
ca si nn’acchiana
ddrocu
‘ncelu unni si tu.

Luna
si supra u’ munnu stranu
che lancia
li so’ vuci ‘ncelu.
Luna
mezza luna o china
di ‘ncelu
passi e ti nni va’,
talìa
cu’ quali pena si mori
di pesti
cca ‘nterra.

Arriva Ninu

Ninu               Zza Rosa, ju pozzu essiri la luna e lu suli pi’ Angilina.

Rosa              Chi vo’ diri Ninu?

Canzone                   Pi’ iddra

Ninu               Sarò maritu comu voli
                        ‘n’omu prontu a suffriri.
                        Travaglierò jurnati sani
                        pi’ livarivi di la povertà.
                        Saprò cangiari la me’ vita
                        siguennu lu cursu di la so’,
                        dinchiennu lu me’ cori sinceru
                        di sentimenti.
                        Pi’ iddra, pi’ iddra, pi’ iddra.

                        Andrò a circari nni li me’ sogni
                        la chiavi pi’ trasiri nni li so’,
                        pi’ ‘mparari a rispittari
                        la diversità tra noi.
                        Poi canterò cu’ la me’ vucca
                        li cosi ca nu’ sacciu diri
                        pi’ livaricci tutti li so’ dubbi
                        lu so’ scantu.
                        Pi’ iddra, pi’ iddra, pi’ iddra,
                        oh, pi’ iddra.

                        Ju m’impegnerò ai limiti
                        di l’impossibile pi’ iddra.
                        Pi’ iddra affronterò lu focu
                        e m’impegnerò pi’ sempri.
                        Saremu indivisibili,
                        eterni,
                        insuperabili.
                       
                        Nu’ parleremu cchiù di ieri,
                        farò di natri lu me’ dumani
                        pinsannu sulu ad’amarci
                        sempri pi’ nu’ moriri mai.
                        Pi’ iddra, pi’ iddra, pi’ iddra,
                        oh pi’ iddra

                        Ju m’impegnerò ai limiti
                        di l’impossibile pi’ iddra.
                        Pi’ iddra affronterò lu focu
                        e m’impegnerò pi’ sempri.
                        Saremo indivisibili,
                        eterni,
                        insuperabili.
                        Pi’ iddra

                        Lu tempu ju lo fermerò
                        pi’ dari un po’ d’eternità
                        a ddri mumenti ca di cursa
                        si nni vannu via.
                        Pi’ iddra, pi iddra, pi’ iddra.

Rosa              Ninu, mi dispiaci diritillu, ma t’arrassignari!
                        Angilina avi sentimenti sulu pi’ mia e pi’ la Vergine Maria.

Ninu               Zza Rosa, ju nu’ m’arrennu! (Si allontana)

Arriva Onofria

Onofria          Cca si! Unni è ddra strega di to’ figlia?
Sta ceca è ’na farsa Santuzza.
                        Ma, a iddra cridinu sulu li fimmineddri.

Rosa              Ma chi sta dicennu?
Angilina è ‘n’angilu di lu Paradisu.
                        Chi curpi pò aviri me figlia?

Onofria          Ti lu dicu j chi curpi avi to’ figlia: la causa di la pesti e la caristia.

Rosa              ‘na pazza pò diri chiddru chi sta dicennu tu.

Onofria          La pazza è to’ figlia!
Angilina è ‘na strega ca fa mmali a lu paisi.
                       
Rosa              La strega si tu!
Lassa ‘nmpaci a me’ figlia Angilina!

Onofria          Tenitilla intra a to’ figlia, si pi’ ddaveru vo’ fari la matri!


Canzone                  Angilina è ‘na santa

Rosa              Matri
                        La parola matri è nata insieme a lei
                        ‘na facciuzza bbeddra senza vista
lei
                        è ‘n’angilu mannatu ‘nterra vicinu a mmia
                        lei ama tutti e jornu e notti prega Lei.

                        Chiedi a Maria di volerla ascoltare
                        con quell’amore che soltanto lei può dare.
                        Lei
                        che ha dato al mondo Gesù il Salvatore
                        per noi interceda presso Dio il creatore
                        per aiutarci a superare li nostri guai
                        pi liberari Alessandria d’ogni mali.

Onofria          Strega!
                        È lu diavulu che si è incarnato in lei
                        per strapparci gli occhi via da Dio.
                        Lei
                        che metti ‘ntesta a la genti ‘nfamità.
                        La genti sa che malalingua è lei.
           
                        Cc’è in me la rabbia di ‘na donna ca sta mali
                        e ‘u’ m’interessa s’addiventu musulmana.
                        Lei
                        ca passa comu ‘na biddrizza celestiale
                        porta lu pisu di un’atroce croce umana.
                        O Madre santa, per Alessandria io vorrei
                        c’Angilina nu’ prigassi cchiù pi’ Lei.
                       
Rosa              Figlia!
                        Angilina campa sulu per amare.
                        Prega jornu e notti pi’ lu nostru beni.
                        Porta con se la sufferenza del paese.
                        Chiede a Maria di intercedere per noi.
                        E noi credenti nu’ putemmu nu’ capiri
                        c’Angilina lotta sempri pi’ sarvari.
                       
Si!
                        La nostra genti ca nu’ sapi comu amari
                        e cerca in lei la colpa grave d’ogni male.
                        La mia Angilina è ‘na santa cridimi
                        e no’ la strega ca tu vo’ distruggiri.

                        Ho visto in lei soltanto amore e carità
                        cu’ quantu cori prega la Vergine santa.
                        Cc’è,
                        quarcunu ca le scaglierà la prima petra
                        sia cancellatu di la faccia di la terra!
                        Vulissi Diu ascutari ‘na vota a iddra;
                        ridare vita e speranza ad Alessandria,
                        ad Alessandria.

Onofria       Ma quali spiranza e vita, po’ ddari to’ figlia a Lisciannira?
                    To’ figlia è la rovina di lu paisi.
                    J ti dicu: tenitilla intra, prima ca cci finisci tinta.
                    Cci sunnu omini e fimmini mal’intenzionati.                                                                     
                    Si vo’ beni a to’ figlia arricoglitilla intra!   (si allontana).

Si ode cantare Angelina e Rosa attende il suo arrivo.

Canzone                              O Vergine Maria

Angelina       “O vergine Maria, salute degli infermi,
                      all’umil prece mia, movetevi a pietà,
                      il nostro paesello, di peste è travagliato,
                      che cessi il gran flagello, per Vostra carità”.

              Arrivano in strada Angelina e le ragazze sue amiche

Rosa              Angilina, cori miu, amuninni intra,
ca cc’è periculu a stari ’ngiru.

Angelina      No, matri mia! Cc’è bisognu di prigari,
e sti picciotti lu vonnu fari cu’ mmia.

Rosa             Amuninni, ti dissi, Angilina!
Prigammu j e tu, ma intra nni natri.
                        Figliuzza mia, stari pi’ la strata è piriculusu,
                        ti po’ pigliari la pesti, e quarchi vastunata.

Angelina      Matri mia, vossìa nu’ sav'a  scantari!
                       Si mi pigliassi la pesti, mi nn’issi a godiri ’nmparadisu.
                       Si mi dassiru vastunati, facissi sacrificiu a la Madonna.
                       La me’ vita è un continuu martiriu!

Rosa              Nun parlari accussì, Angilina!
                        j, sulu a ttia haju! Si perdu a ttia, moru!

Angelina       Matri mia, av'a stari carma! ’un sav'a scantari!

Rosa              Ma comu pozzu stari carma, figlia mia!
                        Li fimmini di lu paisi su’ comu ’nfuddruti!
                        E po’ ci su’ tanti foresteri ‘ngiru, ca nu’ sapemmu chi genti sunnu.
                        Amuninni intra, Angilina! Ascutami!

Angelina       Matri mia, av'a stari carma, cci dissi!
                        Si Diu nni chiama, rassegnammuni a lu so’ vuliri.
                        Di lu populu ’un nn’haju nenti di scantarimi.
Li foresteri sunnu cristiani comu natri,                                                               
hannu sulu bisognu di travagliari pi’ mangiari,                                                         
chi nn’ann’a fari di mia, povira e ceca?
                       
Rosa              Ma li cauteli cci vonnu!

Angelina       Chi dici, matri mia! Cautele? ’ncasa nostra?
                        Unni manca lu pani e abbunnanu lu friddu e la miseria!
                        Confidammu nni lu Signuri e Maria, iddri nni prutegginu.

Rosa              J mi nni vaju, t’aspettu intra. (si allontana)

Angelina       Soru me’, cantammu cu fidi a la Vergine Maria.

Canzone                      O Vergine Maria

Angelina       “O Vergine Maria, salute degl’infermi
                      All’umil prece mia, movetevi a pietà.
                      Il nostro paesello, di peste è travagliato,
                      che cessi il gran flagello, per Vostra carità”.

                      “O Vergine Maria, salute degl’infermi
                      All’umil prece mia, movetevi a pietà.
                      Il nostro paesello, di peste è travagliato,
                      che cessi il gran flagello, per Vostra carità”
.
                                                          Si allontanano dalla strada.


ATTO  II

Scena seconda

Ambientazione: Piazza principale del paese.
Personaggi: Ninetta, Lucia, Carmela, Angelina, Rosa, forestieri, donne e uomini,                         ragazza, Baronessa Barresi, Alfonsa, Concetta, Onofria.

Due donne arrivano in strada parlando.

Ninetta          Comu amm’a ffari!
Nu’ cci sunnu rimedii a stu mali tintu!

Lucia            Signiruzzu, aiutatinni! Comu amm’a ffari!

                                 Esce dalla porta di casa Carmela.

Carmela       Lucia! Ninetta! Chi sta succidennu?
                        Quanta dispirazioni si senti pi’ li strati!
                  
Ninetta          Li morti nun si cuntanu cchiù!
                        La genti nu’ sapi comu av'a ffari!

Lucia            Lu Signiruzzu m’av’a pirdunari, ma j sugnu pi’ diri ca
chistu ca sta capitannu a Lisciannira è tuttu castigu di Diu!
                  
Carmela        Natri semmu piccatura, ma nu’ criu a li castighi di Diu.
                        La pesti è nni tutta la Sicilia.
                        Lu sintistivu zoccu cuntaru li foresteri?
                        Nni tutta l’isula tanta genti mori pi’ la pesti e la caristia.

Ninetta          A propositu di li foresteri, sintivu diri ca,
pi’ lu pitittu, sunnu pronti a fari cosi tinti!
                 
Lucia             Bbeddra Matri, nu’ vastava la pesti,
ora ss’atru periculu amm’aviri?
                        Ma, ‘u’ nn’hannu nenti d’arrubbarinni!

Carmela        Li foresteri hannu cchiù bisognu di natri,
secunnu mia nu’ sunnu tinti!

Ninetta          Facemmu comu dici Angilineddra:
prigammu la Madonna.

Carmela        Me’ niputi Angilina dici sempri paroli santi!
                        E ‘ntantu, cc’è genti ca ‘parla d’Angilina,
comu si fussi lu diavulu!
                                                                                 
Lucia            Cara Carmela, nni la vita nun mancanu li cuntrarietà,
                                                abbunnanu li cattiverii e li cosi tinti,
                                                ma lu Signuri è granni e pirduna a tutti.

Ninetta         Lu Parrinu dici ca l’amm’ajutari, ma natri chi putemmu fari?
                  
Carmela       La signura Baronessa li po’ aiutari!
Natri l’amm'accogliri comu frati nostri!

Lucia             L’avissimu a pinsari tutti comu tia!
                        Ma cc’è genti ca disprezza Angilineddra.

                       Improvvisamente si ode cantare Angelina.

Canzone                     O Vergine Maria

Angelina       “O Vergine Maria, salute degl’infermi
                      All’umil prece mia, movetevi a pietà.
                      Il nostro paesello, di peste è travagliato,
                      che cessi il gran flagello, per Vostra carità”.

Carmela        La sintistivu? Angilina, a lu solitu, addumanna aiutu a la Vergine Maria.

         Angelina, Rosa e le ragazze arrivano in strada correndo e gridando.
      
Rosa              Aiutu! Aiutatinni, pi’ ccarità! Soru mia aiutanni!

Carmela       Chi successi? Angilina, Rosa, c’aviti? Pirchì siti scantati?

                                      Al di la della strada si odono delle grida.

Donne           Acchiappammu la ceca! Ammazzammula!

Carmela        Angilina, Rosa, subitu! Trasiti 'nti mia! (entrano in casa)

                          Arrivano in strada uomini e donne armati di bastoni

Canzone       Occupiamo la piazza di Alessandria  

Danzatori     Noi siamo il popolo eterno
                        che vive nella miseria.
                        Non troverete in noi nessun cielo ma inferno;
                        se c’è inferno e morte
                        è colpa di Angelina.
                        In questo inferno noi siamo
come vermi di terra.  

Uomo             Noi vermi col sangue ora ci vendichiamo.

Coro              Del male Alessandria noi liberiamo.

Uomo             Cerchiamo Angelina in ogni luogo,

Coro              Anche dentro la chiesa dei miracoli.

Uomo            Briganti danzanti con i mendicanti.

Coro              Trema forte la chiesa dei miracoli.

Uomo            Dei pranzi del mondo siamo noi gli avanzi

Coro              Occupiamo la piazza di Alessandria,
                        siamo i nuovi padroni di Alessandria.

Uomo             Noi siamo tutti una razza
                        di gente umile massa.
                        Noi non abbiamo mestiere
                        e nemmeno la fede.
                        Nè mestiere nè fede,
                        non abbracciamo che zappe.
                        La nostra vita è inferno,
                        noi la vogliamo cambiare.

Uomo            Cattivi e violenti, una è la canzone:

Coro              Occupiamo la piazza di Alessandria.

Uomo            Noi siamo innocenti e non delinquenti.

Coro              E occupiamo la piazza di Alessandria.

Uomo            La strega Angelina vogliamo catturare,

Coro              Anche dentro alla chiesa dei miracoli.

Uomo            A noi la giustizia non verrà negata.

Coro              Siamo i nuovi padroni di Alessandria.
                        Si, siamo noi i padroni di Alessandria.

Uomo             La strega Angelina sarà catturata.
                        Lei lo sa! Lei che sa penetrare nei cuori
avrà morte da noi, avrà morte da noi

Coro              Avrà morte da noi, qui nella piazza di lei.

Donna           E nessuna donna potrà mai salvarla
                        perché da noi Angelina sarà uccisa
                        Con la corda alla gola.
                        Con la corda alla gola.

                        Angelina dov’è, Angelina dov’è?

Uomo             Noi cerchiamo per le strade
                        la strega di Angelina.
                        Dite dove si trova
                        dove lei si nasconde
                        quella strega pezzente.

Arriva Ninu

Ninu               Io voglio salvarla, la sposerò.
                        Voglio salvarla o morirò.      (Si allontana)      

Donna           Salvarla mai tu potrai e morirai.

Uomo            Noi vermi col sangue ora ci vendichiamo

Coro              Del male Alessandria noi liberiamo.

Uomo           Cerchiamo Angelina in ogni luogo,

Coro              Anche dentro la chiesa dei miracoli.

Uomo            Briganti danzanti con i mendicanti

Coro              Trema forte la chiesa dei miracoli.

Uomo            Dei pranzi del mondo siamo noi gli avanzi

Coro              Occupiamo la piazza di Alessandria,
                        siamo i nuovi padroni di Alessandria.

Uomo           Cattivi e violenti, una è la canzone

Coro              Occupiamo la piazza di Alessandria.

Uomo            Noi siamo innocenti come i delinquenti

Coro              e occupiamo la piazza di Alessandria.

Uomo           La strega Angelina vogliamo catturare

Coro              Anche dentro alla chiesa dei miracoli.

Uomo            A noi la giustizia non verrà negata

Coro              Siamo i nuovi padroni di Alessandria
                        siamo noi i padroni di Alessandria.
                        Che miracolo può
                        quella donna con noi
                        quella strega dei miracoli.

Occupano il centro della piazza e controllano la porta della casa di Carmela. Esce in strada Carmela

Carmela        Cu di vatri havi curaggiu, cummia si l’av’a vidiri!
                        ‘Ncugnati pezzi di foddri!

1^donna       To’ niputi Angilina è la foddri!
                        No natri ca semmu dispirati e di lu Signuri paremmu scurdati.

Carmela        Angilina è ‘na santa!

2^donna       Angilina, è ‘na santa sulu pi’ ttia.
                        Tinennu ‘nmucca sempri a Maria, jetta vilenu nni li casi e pi’ li strati
                        e d’unni passa, morinu o cadinu malati.

Carmela        Me’ niputi Angilina è ‘na santa!

1^donna       Levati di ‘nmezzu, lassanni passari!
                        Di lu diavulu nn’avemmu a libbirari!
                        Pi’ curpa di ssa strega d’Angilina, lu paisi soffri la peste e la caristia.

Ragazza       Carmativi! Carmativi!
St’arrivannu la signora baronessa.

                     Tutti si fermano e rivolgono lo sguardo verso il fondo della strada.

Baronessa   Che succede? Cos’è tanto gridare?
                        Uomini e donne, che sembrate pazzi
ditemi con chi siete così inferociti?
                        Per cosa, avete perso la testa?
                        la pena della peste non vi basta?
                        Le grida udite mi hanno scossa
                        ditemi il perché della sommossa!

1^ donna      Illustrissima nostra baronessa, natri nu’ vulemmu la sommossa
                       ma libberari d’u’ mmali lu paisi e la so’ terra pi’ natri prizziusa
                       
2^ donna      Lu paisi vulemmu libbirari, pi’ voscenza e pi’ tutti natri,
                        d’u’ mali ca è peggiu di la pesti.
                       
1^ donna      Si tratta di ddra ceca d’Angilina!
                        Ca natri cridemmu havi la curpa d’aviri causatu a Lisciannira
la morti pi’ peste e carestia.

Baronessa   Ora basta! Zitte tutte quante!
                        Solo Angelina voglio ascoltare!
                        Nessuno  ha diritto a giudicare,
state tutte quante ad ascoltare.
                        Son venuta per conoscere Angelina
                        e so già che è una ragazza cieca,
                        orfana di padre, povera, sfortunata,
                        come immaginarla un’indiavolata.
                        La povertà potrebbe spingerla,
                        la cecità non porta a sospettarla.
                        Altra persona dovrebbe guidarla,
                        forse la madre, povera sventurata?
Riflettendo su quello che voi dite
Il cuore già mi spinge a credere
                        che Angelina, povera innocente
a nessuno mai farebbe del male.
                        Per la fede non posso mai credere
                        annidarsi in una cieca animo feroce.
                        Badate tutti voi indiavolati
                        Attenti a tutto il male che mostrate.
                        Per tutto quello che abbiamo fatto
                        E per quello che ancora faremo
                        Siamo tutti soggetti a dar conto
                        al tribunale del giudice divino.

             Da una porta escono: Carmela, Angelina e Rosa.

Carmela        Eccellenza! Signora baronessa, ccà cc’è l’avvelenatrice!

Rosa              Ccà cc’è me’ figlia, ceca e ’nnuccenti.
                        Pietà, signora, pi’ ’na sventurata orfanella.

Baronessa   Signorinella, avvicinati, non temere! Dimmi, qual è il tuo nome?

Angelina       Angelina, mi chiamo, eccellenza.

Baronessa   Oh, che bel nome! E sei anche bella!
                        Ma dimmi: Come mai si dicono queste cattiverie su di te?

Canzone           Bella mia Alessandria

Angelina       Quando il tempo sarà passato
                        e la gente scoprirà
                        quanto male mi è stato fatto
                        e il mondo lo saprà
                        che Angelina amò Alessandria
                        e ogni giorno la incoraggiò
                        insegnandole ad amare
                        quell’amore che mai non muore
                        quell’amore che mai non muore.

                        Ho provato gia in tanti modi
                        con parole e preghiere
                        ad aprire i vostri cuori chiusi
                        per essere uniti
                        per potere affrontare insieme
                        i problemi di questa terra
                        questa terra così provata
                        per la peste e la carestìa
                        per la peste e la carestìa.

                        Bella mia Alessandria.
                        Cara mia Alessandria.
                        Spera ancora amore mio
                        per te potrei anche morire.

                        Bella mia Alessandria.
                        Cara mia Alessandria.
                        Con te potrei morire anch’io
                        perché ti amo da morire.

                        Bella mia Alessandria.
                        Cara mia Alessandria.
                        Questa vita passerà.
                        L’amore vive e fa soffrire.
                        Bella mia Alessandria.
                        Cara mia Alessandria.
                        Un nuovo giorno arriverà.
L’amore non potrà morire.

                        Bella mia Alessandria.
                        Cara mia Alessandria.
                        Per te io vivrò, per te
                        solo per te potrei morire.
                        Morire.

Baronessa   Angelina, le tue parole mi hanno commossa.
                        Da questo momento, nessuno ti tratterà male.
                        Tu meriti le attenzioni e l’amore di tutto il popolo alessandrino,
                        ma anche dei forestieri che sono venuti a vivere nelle mie terre.
                        A voi forestieri mi rivolgo in particolare,
                        perché possiate adoperarvi con buone azioni
                        per ricevere il perdono di Angelina.
                        Le mie terre vi ospitano e gli alessandrini vi accoglieranno;
                        cercate sempre l’unione e non le divisioni.
                        Angelina ama Alessandria più di se stessa.
                        Noi abbiamo il dovere morale di amare lei,
                        una creatura ricca di sentimenti di fede
che può guidarci nel cercare sempre il bene.
Adesso potete rimanere in strada e fare festa per la pace ritrovata.

           Mentre la baronessa si allontana tutti si abbracciano e fanno pace.

Canzone             La festa dei folli 

Coro              La festa dei folli!
                        La festa dei folli!
                        La festa dei folli!
                        La festa dei folli!

Angelina       Lasciate che sia mia
                        la voce che da il via
                        e spinge l’allegria
                        in Alessandria mia.

Coro              La festa dei folli!
                        La festa dei folli!

Angelina       E che la vita sia
                        vissuta con Maria
                        in casa per la via
                        con la fraternità.
                        E quello che farà
                        l’amore con la sua
                        grandiosità sarà
                        offerto a Maria.

Coro              La Madre è Lei!
                        La Madre è Lei!
                        E quello che sarà
                        in eterno durerà.
                        La Madre è Lei!
                        
                         È
                        là.
                        È
                        lei.

                        E’ Lei, è Lei.
                        Lo so, è Lei.
                        È Lei che dà
                        di quà, di là
                        Madre è Lei.
.
Angelina       E Lei ci guiderà
                        dal padre che lassù
                        in cielo se ne stà
                        nel suo eterno regno.

Coro              La Madre è Lei!
                        La Madre è Lei!

Angelina       E Lei ci guiderà
                        e ci ammaestrerà.

Coro              La Madre è Lei.

Angelina       La sua maternità
                        la stende su di noi.
                        Più bella non ce n’è
                        è Lei Santissima.
                        Amate la nostra  Madre
                        la fonte della speranza.
                        È vita, è gioia, amore,
                        è Regina e regnerà.

Coro              La Madre è Lei!
                        La Madre è Lei!

Angelina       È Regina e regnerà!
                        È Regina e regnerà!

Coro              Santissima!

Angelina       È  Regina e regnerà!
                        È Regina e regnerà!
                       
Coro              La Madre è Lei!

Angelina       È regina e regnerà!
                       È regina e regnerà!
                       
Coro              Santissima!
                        La Madre è Lei!
                       





Fine Atto II

ATTO   III

Ambientazione: Collina nei pressi del paese.
Personaggi: Rosa, Angelina, la bella signora.

Rosa ed Angelina, arrivano alla collina.

Rosa              Ah, che ccosa! Chi aria ca si rispira!
                        Angilina, arrivammu! A la Rocca semmu!

Angelina       Lu capivu, matri mia, già di l'aria lu capivu.
                        Quannu arrivu ccà mi sentu ‘mparadisu.

Canzone                  Semmu a la Rocca

Rosa              Semmu ccà, a la Rocca
                        unni trovu la virdura,
                        ti po’ arripusari
                        e pigliari lu suli.

                        Sedi nni sta petra
                        e nu’ stari proccupata.
                        Resta ccà, sta’ tranquilla,
è la to’ casa.

Chista Rocca è la mia,
è la me’ terra, la me’ casa,
è lu me’ nidu, è lu me’ tettu,
è tuttu ccà lu me’ affettu.

Ju ccà trovu pi’ mangiari,
la paci, la spiranza,
la forza e lu curaggiu
cussì jemmu avanti.

Angelina       Questa sedia di pietra
                        è ormai come mia.
                        L’aria che io respiro
                        mi fa sentire viva.
                        Tu sei madre, sei cara,
                        tu sei tutta la mia vita,
                        con te accanto
                        nulla mi fa paura.

Rosa              Cori miu lu sai
                        vivo sulu pi’ ttia
                        resta ccà e aspetta
                        mentri cogliu virdura.
                        Nni sta bbeddra natura
                        canta e prega Maria
                        la Vergine santa
                        lu to’ Angilu custode.

                        Si tu ‘u’ nn’hai paura, m’alluntanu
                        Resta ccà, stai tranquilla, si ‘mparadisu.

Ang./ Rosa   Semmu ccà a la Rocca
                        terra bbona pi’ natri
                        terra ricca di paci.

Rosa              Unni trovu virdura

Angelina       Dove prego Maria
                        tutto il tempo che voglio.
                        Questa terra mio Dio
                        è anche casa mia.

Rosa              è anche casa tua.

Rosa guardando verso sud
                       
Rosa              La senti chi aria frisca arriva nni la facci?
                        Stu frischiceddru veni di lu mari, ca di ccà si vidi, taliannu a mazzijornu.
Ma chi ti dicu, figlia mia si tu nu’ llu vidi!

Angelina       Nenti cci fa, matri mia!
M’av’a diri tuttu chiddru chi voli.

Rosa              Fazzu comu dici tu. Che cosa!
Lu cori veni nni stu postu. 
                        Ringrazziammu a la Madonna, ca nni duna la forza pi’ veniri cca.
                   
Angelina       Matri mia, sempri cci lu ripetu,
la Madonna santissima nn'aiuta, tutti li jorna!

Rosa              Arraggiuni ha, bbeddra mia! Ma ora ascutami:
                     Ora vaju a cercu virdureddra, ccà, attornu a la rocca.
                     Tu 'un ti scanti a ristari sula, veru?
     
Angelina      No! Matri mia, 'un mi scantu.
                     J staju sempri sula, nni la me' cecità,
                     ma, nni lu cori haju 'na bbeddra cumpagna, ca nun mi lassa ma' sula.

Rosa              Cu è ssà cumpagna?

Angelina       Vossìa lu sapi, matri mia! La Matri Celeste.
                        La Madonna è sempri cu’ mmia.

Rosa              Chi testa! Certu ca lu sacciu!
                        Ma, lu pitittu mi fa scurdari tutti cosi.
                        Angilina, sta ccà e prega comu sa fari tu.
                        Ccà, pari assittata 'ncapu un tronu, comu 'na reggina.
Mi nni vaju. (La bacia in fronte e si allontana).

Angelina       Sa si nni và, nun mmi movu di ccà.
Mi pari ca sugnu a lu suli, sentu 'na calurìa piacevuli!                   
                     Sol divino! Nun vi pozzu vidiri, ma sentu lu vostru caluri.
                     Sacciu ca siti beddru e nni dati la vita.
Ah, si vi putissi vidiri!

Rosa              Chi dicìatu Angilina? Parlavatu cu’ mmia?

Angelina      No, matri mia! Cu’ lu suli parlava.

Rosa             Mi nni pozzu jri allura?

Angelina       Si nni po' jri! Dio e Maria l'accumpagnanu!

Mentre Rosa si allontana, Angelina ….

Canzone                  Vorrei vedere

Angelina       È così caldo il sole
e mi sento così sola.
Vorrei tanto vedere
e ammirare la natura,
ridere,
ballare.
Io vorrei vedere,
correre,
potere anche amare.

Vivere per amare
Amare quasi da morire
Morire dalla voglia di vivere.

Vita che non sia pietà,
ma che sia vissuta.
Dove è questa vita.
Vita anche senza padre,
anche senza amore,
ti amo vita mia.

Angelina       Vossìa lu sapi, matri mia! La Matri Celeste.
                        La Madonna è sempri cu’ mmia.

Rosa              Chi testa! Certu ca lu sacciu!
                        Ma, lu pitittu mi fa scurdari tutti cosi.
                        Angilina, sta ccà e prega comu sa fari tu.
                        Ccà, pari assittata 'ncapu un tronu, comu 'na reggina.
Mi nni vaju. (La bacia in fronte e si allontana).

Angelina       Sa si nni và, nun mmi movu di ccà.
Mi pari ca sugnu a lu suli, sentu 'na calurìa piacevuli!                   
                     Sol divino! Nun vi pozzu vidiri, ma sentu lu vostru caluri.
                     Sacciu ca siti beddru e nni dati la vita.
Ah, si vi putissi vidiri!

Rosa              Chi dicìatu Angilina? Parlavatu cu’ mmia?

Angelina      No, matri mia! Cu’ lu suli parlava.

Rosa             Mi nni pozzu jri allura?

Angelina       Si nni po' jri! Dio e Maria l'accumpagnanu!

Mentre Rosa si allontana, Angelina ….

Canzone                  Vorrei vedere

Angelina       È così caldo il sole
e mi sento così sola.
Vorrei tanto vedere
e ammirare la natura,
ridere,
ballare.
Io vorrei vedere,
correre,
potere anche amare.

Vivere per amare
Amare quasi da morire
Morire dalla voglia di vivere.

Vita che non sia pietà,
ma che sia vissuta.
Dove è questa vita.
Vita anche senza padre,
anche senza amore,
ti amo vita mia.

Angelina       Vossìa lu sapi, matri mia! La Matri Celeste.
                        La Madonna è sempri cu’ mmia.

Rosa              Chi testa! Certu ca lu sacciu!
                        Ma, lu pitittu mi fa scurdari tutti cosi.
                        Angilina, sta ccà e prega comu sa fari tu.
                        Ccà, pari assittata 'ncapu un tronu, comu 'na reggina.
Mi nni vaju. (La bacia in fronte e si allontana).

Angelina       Sa si nni và, nun mmi movu di ccà.
Mi pari ca sugnu a lu suli, sentu 'na calurìa piacevuli!                   
                     Sol divino! Nun vi pozzu vidiri, ma sentu lu vostru caluri.
                     Sacciu ca siti beddru e nni dati la vita.
Ah, si vi putissi vidiri!

Rosa              Chi dicìatu Angilina? Parlavatu cu’ mmia?

Angelina      No, matri mia! Cu’ lu suli parlava.

Rosa             Mi nni pozzu jri allura?

Angelina       Si nni po' jri! Dio e Maria l'accumpagnanu!

Mentre Rosa si allontana, Angelina ….

Canzone                  Vorrei vedere

Angelina       È così caldo il sole
e mi sento così sola.
Vorrei tanto vedere
e ammirare la natura,
ridere,
ballare.
Io vorrei vedere,
correre,
potere anche amare.

Vivere per amare
Amare quasi da morire
Morire dalla voglia di vivere.

Vita che non sia pietà,
ma che sia vissuta.
Dove è questa vita.
Vita anche senza padre,
anche senza amore,
ti amo vita mia.

Vivere per amare
Amare quasi da morire
Morire dalla voglia di vivere.

O Madre io Ti vorrei vedere
e ascoltare la tua voce.

Vorrei vedere
e vorrei dare la vita.
E la darei la vita mia
per vedere Maria.

Vivere per amare
Amare ma non vedere
Morire dalla voglia di vedere
soltanto il volto di Maria.

Morire dalla voglia di vedere
soltanto il volto di Maria.

Improvvisamente un fascio di luce illumina la rocca.

Un voce        Angelina! Angelina!

Angelina       Cu mi chiama? Cu jè?

Una voce      Angelina! Non temere!

Angelina       Cu sì! Nu' lla canusciu ssa vuci

Una voce      Angelina, non temere, sono la Mamma Celeste,
                        la Madre che tanto desideri vedere.

Angelina       Nun apprufittati di la me' cecità!
                        Dicitimi cu siti, pi’ ccarità di Diu!
                        Chi vuliti di mia? Lassatimi 'nmpaci!
                        Chi ffazzu di mali?
Lassatimi prigari a la Madonna.

(Piange)

voce              Angelina, non temere, sono la Madre di Gesù.

Sulla rocca appare una bella signora.

La signora   Angelina, alzati! O mia diletta non temere!
                        Degna figlia del mio amore, eccomi!
                        Per tuo amore son discesa dal Cielo in terra.
                        Pietà a te mi guida, santo affetto di madre.
                        Io sono la mille volte invocata, Maria, Madre di Gesù.
                        Ho assistito alla tua pazienza nelle avversità
                        al tuo vivere nell'amore per gli altri.
                        Hai mostrato costante fede al figlio mio, devozione infinita verso me.

Angelina stringe le braccia al petto ed è immobile.

La signora   Mossa dalle tue continue preghiere
                        e dalla dilezione che nutro per il tuo paese, a me devoto,
                        vi offro il maggior dei beni, il mio Patrocinio.
                        Angelina, và dal parroco e dai Primati di Alessandria,
                        dì loro che qui, su questa rocca, voglio eretto un tempio in mio onore.
                        Nella grotta, qua accanto, troveranno un simulacro marmoreo,
                        che mi raffigura con il bambinello Gesù tra le braccia,
                        e che chiamerete Maria della Rocca.
                        Per questo nome, io sarò Patrona del paese,
                        e lo proteggerò sempre, in ogni avversità.

Angelina       Madre Santissima!
                        Solo Voi potete parlarmi così!
                        Siete Voi allora!
                        O Madre Celeste, che gioia che mi date!
                        Madre tanto desiderata!
                        Come potrò farmi credere?
                        Chi crederà ad una povera cieca?

La signora si avvicina ad Angelina e le tocca delicatamente gli occhi.
                    
La signora   Adesso ti crederanno Angelina. Vai!

Angelina       Chi mi succedi! Matruzza mia!
                        Beddra Matri! O Maria!
O Vergine Santissima!
                        Miracolo! Miracolo! J cci viju!
J cci viju! Miracolo!
                        Grazie, Madre Santissima! Grazie!
Mi avete dato la luce. (Si gira a guardare intorno)
                        Cci viju! Cci viju! Miraculu!
                        Matri mia, unn'è? Sa curri! Sa veni ccà!
                        La Madonna mi detti la vista! Ora cci viju!

Mentre Angelina gioisce, la signora ritorna sulla rocca e scompare.

Rosa              Chi ti capità! Angilina, ccà sugnu!
                        Nun ti scantari, ccà sugnu, staju arrivannu!

Angelina      Miraculu! Miraculu! Cci viju!
                        la Madonna mi detti la vista, cci viju!
                        Matruzza mia la viju! (si abbracciano)

Rosa              Ma chi ddici, Angilina! Chi ti senti mali?
                        Oh Diu! Mali si senti! 'nfuddri me' figlia!

Angelina       No, matruzza mia! Sa mi talìa nni l'occhi!
Cci viju!
                        La Madonna mi chiamà: Angelina! Angelina!
                        M'apparì e mi dissi: sono la Madre di Gesù Cristo,
                        vai dal Parroco e dai Primati del paese
                        e dì loro di costruire, su questa rocca, una chiesa in mio onore.
                        Ddoppu mi dissi: - in questa grotta, qua vicino,
                        è nascosto un simulacro marmoreo a mia somiglianza -.
                        Bisogna scavare tra le pietre e trovarlo.
                        La statua di marmu, mi dissi, l'amm'a chiamari Madonna della Rocca.

Rosa              Oh Diu! Staju trimannu tutta, pi’ la gioia.
                     Angilina, ma veru cci vidi?

Angelina      Matri mia, nn'haju dittu ma' 'nfamità?
                     Sa si leva ssù fazzuletto di 'ntesta!
                     La vogliu vidiri giusta pi’ la prima vota.
                     Abbrazzammuni!                  
Oj è lu jorno cchiù bellu di la me' vita.

Dopo un forte abbraccio, Angelina riprende il racconto.

'Un nn'haju finutu di cuntarici
                     chiddru ca mi dissi la Madonna.
                     Mi dissi:
- Io sarò la Protettrice di Alessandria -.
                     J cci dissi:
- come mi crederanno se sono cieca?-
                     mi misi la so' manu vellutata 'ncapu l'occhi,
                     e mi detti la vista, la luce ca disiderava.
                     Oh, matri mia! Ora ti pozzu vidiri! Chi gioia!

Rosa              Figlia bbeddra! Sugnu sturduta!
                        Tu fusti miraculata!
Beddra Matri, chi fazzu, mi sonnu?
                        Angilina, veni ccà! Fatti abbrazzari arrè!

Si riabbracciano.

Angelina      Matri mia sa mi fa taliari 'ntunnu.
Chistu, pi’ mmia, pi’ natri, è lu postu cchiù beddru di la terra.

Rosa              Angilina, fammi diri ‘na priera a la Madonna.

s'inginocchia davanti alla rocca.

Canzone       Cu’ lu cori Vi vogliu ringraziari

Angelina       O Madunnuzza, o piena di grazia
                        Spirammu ca mi vennu li paroli.
                        Cu’ lu cori Vi vogliu ringraziari
                        pi’ la grazia ca facistivu a me figlia.

                        Vui Matri ca sapiti ascutari
                        Sintiti comu batti lu me’ cori.
                        Quantu cosi j Vi vulissi diri
Ma prima m’aviti a pirdunari.

Quantu voti pi’ dispirazioni
Di vostru figliu pinsavu a mali,
ma ora v’addumannu cu’ lu cori
o Matri m’aviti a pirdunari.
                       
                        Ora ca nu’ trovu cchiù paroli
Angilina veni cca prega cu’ mia
                        La Madunnuzza amm’a prigari
                        Tu sa’ comu truvari li paroli.

Angelina       Matruzza mia bbona, sa prega cu’ mmia.

Canzone                  Ave Maria

                        Ave Maria                                                                                                                                                ascoltami
                       Ti voglio parlare ma tu
lo sai.
                         
                        Ave Maria
                        Questa figlia è una figlia rinata.
                       
                        Ave Maria
                        Io non sono sola
                        Tu sei Madre e conosci il dolore.
Qui cc’è la madre mia.

                        Ave Maria
                        Ti ringrazia per la vista che mi hai dato.

                        Ave Maria
                        per te viviamo,
                        dalle forza e una vita serena.
                        È questa la mia preghiera.

                        Ave maria
                        Parlo a Te della cara Alessandria.

                        Ave Maria
                        Io amo il mio popolo.
                        Tu proteggilo come io l’amo.
Ave Maria.

Rosa              Oh, chi beddra priera!
Ora mi sentu bbeni! Chi gioia!
                        Angilina, ricordati li cumanni di la Madonna, amuninni a lu paisi,
nni lu Parrocu e nni la Principessa.
Tutti hann’a sapiri ca t’apparì la Madonna e ti detti la vista.

Angelina       Ora ca ringrazziammu a la Madonna, portu a cumpimentu li so’ cumanni.
                        Amuninni a lu paisi, matri mia!

Fine terzo atto.

ATTO  IV

Ambientazione: Collina dell'apparizione; uomini,donne, giovani e bambini, Parroco e Primati del paese, con Angelina  in testa, raggiungono la collina e si radunano attorno alla Rocca dell’apparizione.

Personaggi: Baronessa, Angelina, Parroco, Rosa, Carmela, Sarvaturi e tutti gli altri personaggi, preceduti dal Parroco e dai Primati, arrivano alla Rocca.

Baronessa   Angelina indicaci dove è apparsa la Madonna.

Angelina      Di ccà! Nni stu puntu, m'apparì la Madonna.
                     Ncapu sta rocca! Era bellissima!
                     Era comu lu suli ca oj staju vidennu pi’ la prima vota.
                     Su questa rocca, dobbiamo costruire una chiesa in suo onore.
                     Chistu mi cumannà di riferire a voscenza e a lu Parroco.
                     Nni stu postu bellissimu, di 'ncapu ssa rocca,
                        la Madre di tutti noi mi ha aperto gli occhi alla luce.
                        Chistu av'a essiri, ora e in eterno, luogo di preghiera.
                        Sarà luogo di pace e di gioia pi’ li cristiani.
                        Sarà la gloria di Alessandria.
                        Qui sarà venerato il simulacro marmoreo
                        che troveremo tra le pietre di questa grotta.
                        Chistu mi dissi la Madre Santissima.
Il simulacro sarà chiamato: Madonna della Rocca.
                        Ddrà, sutta ddrì petri s'av'a scavari, e cu’ attenzioni!
                        Amm'a truvari la statua!
                        Da questa collina, da questa Rocca,
la Madonna proteggerà Alessandria.
                        Nenti cchiù carestia!
Nenti cchiù peste pi’ lu paisi!
                        La troveremo, Eccellenza, sugnu sicura.
                        Signora Baronessa, 'un s'av'a perderi tempu,
                        sa duna l'ordini di circari, 'nmezzu ddri petri.
                 
Baronessa   Gli uomini possono cominciare a cercare
                        Dove ha indicato Angelina.
                        Raccomando la massima attenzione.
                        Abbiate fede nelle parole di Angelina,
                        dobbiamo trovare un’immagine sacra.

Angelina       Stat'attenti! Dat'accura! Usati sulu li manu.
                        'Na statua di marmu at'a truvari.
                        Cussì mi dissi la Madonna!
                        Pi’ ccarità stat'attenti! 'nmpazzica la rumpiti.
                        Adascju, mi raccumannu!

Baronessa   Ora calmati, Angelina! Sono bravi uomini.
                        Faranno massima attenzione, non temere.

Parroco        Angelina, ricordi bene le parole della Madonna?

Angelina       Mi li ricurdu, mi li ricordu!
                        In questa grotta si deve cercare.

Carmela        Sta carma, Angilina, cc'è lu zziu Sarvaturi.
                        Sta scavannu cu’ li manu, sta carma!

Angelina      (rivolgendosi agli uomini nella grotta)
                        At'a scavari ddrocu, e cu l'occhi sbarracati!
                        Fin'a quannu 'un truvammu la statua di la Madonna.
                        (Alza gli occhi al cielo)
                        O dolce Vergine Maria, a me, amorevole e benigna, diceste:
                        nella grotta qua accanto troverete un simulacro marmoreo,
                        e chiamerete Maria della Rocca.
Così diceste a me!
                         
Improvvisamente, dalla grotta una voce ...

Sarvaturi      Fermati! Fermati ca ddannu facisti!
                        (dopo un po’) La viju! La truvammu!
                        Viju 'na manuzza di marmu, cu’ jtu ruttu!
                        Ccà ssutta è! Levu 'natri du' petri e la tiru fora.

Angelina       Zziu Sarvaturi, sa fa  cu’ ccura!

Sarvaturi      Sta carma Angilineddra! Ora cci pensu j.
                  
Un velo di religioso silenzio copre la collina, mentre Sarvaturi toglie le ultime pietre.

Sarvaturi      La scummigliavu! 'na statua nicareddra è!
                        La staju pigliannu! Ccà cc'è la Madonna!

Tutti i presenti rimangono pietrificati, con gli occhi spalancati.
Sarvaturi porge il simulacro al Parroco.

Parroco        Inginocchiamoci e abbassiamo la testa
di fronte alla Madonna col Bambino Gesù.

Tutti s'inginocchiano e chinano la testa.

Angelina       A mmia, a mmia la Madonna!
                        La vogliu strinciri nni li me' manu.

 Riceve la statua dalle mani del Parroco, la stringe tra le braccia …

Angelina       Viva la Madonna Santissima della Rocca,
                        Viva la Patrona di Alessandria.

I presenti      Viva la Madonna Santissima della Rocca.

 Il Parroco si avvicina ad Angelina per ricevere il simulacro.

Parroco        (alza la statuetta e la mostra alla gente)
                        Eccellentissima, signora baronessa,
carissimi alessandrini,
                        oggi, per la nostra comunità, è una giornata di gioia infinita.
                        La Madonna ci ha scelti!
                        Donando la vista alla nostra cara Angelina,
                        ha inteso ridare luce a tutti noi.
                        La Madre di Dio, per bocca di Angelina,
                        ci ha fatto dono del suo materno patrocinio,
                        e noi, assieme ai nostri nobili Primati,
dobbiamo ricambiare il suo amore
con costante e totale devozione.
                        Viva la Madonna della Rocca!

Presenti       Viva la Madonna della Rocca!

 la Baronessa dopo aver baciato la statuetta, si rivolge ai presenti.

Baronessa   Dinanzi all'immagine della Vergine Maria,
                        con commozione e tanta devozione, prometto e m'impegno
a far costruire, su questa meravigliosa collina,
                        una chiesa per onorare e venerare la Madonna della Rocca,
                        la nostra Patrona, la Patrona di Alessandria.
                        Viva la Madonna della Rocca!

Tutti               Viva la Madonna della Rocca!

Angelina si avvicina al Parroco e alla Baronessa e ...

Angelina       Patri! signura Baronessa!
                        Haju disideriu di parlari a li me' compaisani,
                        nni stu mumentu cussì 'mportanti pi’ lu paisi.

Baronessa   Come possiamo non concederti di parlare!
                        Angelina, figliuola carissima,
non ci stancheremo mai di ringraziarti
                        per tutte le preghiere che hai rivolto alla Madonna,
                        affinché aiutasse il popolo alessandrino.

                        Ogni tua parola può sollevarci dalla sofferenza,
                        e, soprattutto, può avvicinarci, sempre più,
                        attraverso la Vergine Santissima, al buon Dio che ci ha creati.
                        Angelina, parla pure, noi ti ascoltiamo.

Angelina       La ringrazziu, cu ttuttu lu cori, signora Baronessa!
                        Ella è sempri buona e generosa,
                        una guida amorevole e sapiente pi’ li sciannirisi.
                        Ora, 'ncuraggiata da li so' paroli, mi rivolgo ai miei cari alessandrini.


Angelina                   Cari sciannirisi

                        Cari sciannirisi, di oj e di dumani
                        ascutati tutti, nicareddri e granni,
                        ora ca nni li facci vi pozzu taliari
                        vi dicu zzoccu voli lu me’ cori.

                        Di nni sta Rocca vi vogliu parlari
                        pi’ ricurdari a mmia e a tutti vatri
                        ca chistu è locu santo unni prigari
                        la Bbeddra Matri ca nni voli beni
                       
                        Taliannu a mmia quasi nu’ criditi,
                        nu’ vi pari veru chiddru chi viditi;
                        la luci ca mi detti la Bbeddra Matri
                        speru illuminassi tutti vatri.

                        Arrivà lu mumentu di cangiari,
la Vergine Maria amm’ascutari.
Riiti la testa e grapiti li vostri cori
‘na sula famiglia amm’a furmari.
                        Sacciu di sicuru ca ‘nmezzu a vatri
                        cci sunnu frati e soru sciarriati,
                        cu di Diu ‘u’ nn’havi cchiù timuri
                        e a tempu persu, prega lu Signuri.

                        Cci su’ picciotti c’addivintannu granni
                        nu’ sannu cchiù comu si fa la cruci.
                        Cc’è cu prega la Madonna e li santi
                        pi’ timuri di Diu o pi’ ‘na prummisioni.
                       
                        Frati e soru me’, at’a pacenziari
                        sunnu assà li cosi ca ve ddiri.
                        Di sicuru sacciu d’unni cuminciari,
                        di lu perdonu vi vogliu parlari.

A chi servi diri a l’atri avemmu fidi
                        Si nu’ facemmo ma’ bboni azioni.
                        Nu’ bbasta addinucchiarisi a priari
si doppu nu’ sapemmu pirdunari.

                        ‘Ncapu sta terra su’ assà li potenti
                        ca pistanu cu li pedi li ‘nnuccenti.
                        Cc’è cu voli lu populu guvirnari
                        ma nu’ sapi ca cci voli tantu amuri.

                        J ‘u’ nn’haju dirittu a giudicari,
ma ‘na cosa vi la pozzu diri:
nu’ dispirati di putiri cangiari,
lu vonnu la Madonna e lu Signuri.

Sacciu di sicuru ca ‘nmezzu a vatri
Cci su’Fimmini e omini cu’ tanta fidi
Ca sannu comu fari pi criari
la famiglia ca vozi Gesù nostru Signuri.

La fede av’a essiri comu lu pani
pi’ natri nu’ cediri a li tentazioni.
Nenti cchiù ‘nmidia tra frati e frati
ne tradimenti a li nostri amici.

                        ‘Ncapu sta Rocca, pi’ natri santa,
                        cu’ la fidi e la forza di li vrazza
                        amm’a costruiri ‘na bbeddra chiesa
                        pi’ la Madonnuzza di la Rocca.

                        Nni stu postu amm’a veniri a priari
                        la Matri di Gesù nostru Signuri,
                        nu’ sulu quannu avemmo lu bisognu,
                        ma, nni la simana, abbonu ‘u’ jornu.

                        L’urtima cosa vi vogliu ricurdari:
                        ca Gesù Cristu nostru Signuri,
                        pi’ natri flagellatu e misu ‘ncruci
                        nni detti la Madonna comu matri.

                        Taliannu ‘ncelu, prima di muriri,
                        Gesù appi la forza di pirdunari
                        e purtannu a cumpimentu li so’ uri
p’amuri, nni fici tutti figli di so’ Patri.

                        Ora ca semmu figli devoti di Maria
                        gridati tutti ‘nsemmula cu’ mmia:
                        Viva la Madonna di la Rocca!
                        Viva la Madonna di la Rocca!

Tutti               Viva la Madonna di la Rocca!
                        Viva la Madonna di la Rocca!

Canzone                  Il tempo della conversione

Narratore      Vi abbiamo appena raccontato
                        la nostra bella e antica storia
                        del milleseicentoventiquattro
                        storia di fede e di perdono
                        che noi gli artisti sconosciuti
                        con il dialetto e la rima
                        abbiamo rivissuta
                        assieme a tutti voi.

                        È questo il tempo della conversione.
                        Partiamo da qui
                        donne uomini e ragazzi.
                        Da  questa Rocca noi innalzeremo
                        le nostre preghiere.
                        La Madonna me lo sta chiedendo.

                        Con buone azioni quotidiane
                        ricche d’amore e carità
                        realizzeremo quel che Maria
                        vuole dal popolo eletto.
                        Con la musica e le parole
                        ho cantato cos’è l’amore
e come vola un ideale nei cieli del domani.
                        È questo il tempo della conversione.
                        Partiamo da qui
                        storia fede e poesia.
                        E tutto sale su verso le stelle
                        le nostre preghiere
                        impareremo a perdonare.

                        È questo il tempo della conversione.
                        La vita sarà
                        bella come la natura.
Non stiamo a dire agli altri cosa fare
                        che lo sanno già.
                        Diamo esempi e verità.
                       
                        È questo il tempo della conversione.
                        La vita sarà
                        degna d’essere vissuta.
                        Su questa sacra rocca innalzeremo
                        Il tempio a Maria.
                        Questo è il giorno che sarà
                        ricordato nell’eternità.
                       
Parroco        Su questa collina, su questa Rocca, avvieremo la nostra conversione.
                        Carità, fraternità e perdono caratterizzeranno la nostra vita.
                        Da questo luogo inizia la nostra nuova vita con Gesù e Maria.
Cantiamo tutti insieme alla Madonna.

Canzone                  Mira il tuo popolo
                       
Tutti               Mira il tuo popolo o bella Signora
che pien di giubilo oggi ti onora
che pien di giubilo oggi ti onora.

Anch’io festevole corro ai tuoi pie’
o Santa Vergine prega per me
o Santa Vergine prega per me.

Il pietosissimo tuo dolce cuore
è pio rifugio al peccatore.
 è pio rifugio al peccatore.

Tesori e grazie racchiude in sé 
o Santa Vergine prega per me
o Santa Vergine prega per me.

           
FINE









1 commento:

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