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OGGI, POCO DOPO LA MEZZANOTTE 
E' TORNATO ALLA CASA DEL PADRE
LEONARDO DI GIROLAMO PASSIONISTA

LA CAMERA ARDENTE CON LE SPOGLIE 
DEL PADRE PASSIONISTA 
SARA' APERTA DALLE ORE 15 ALLE 17
PRESSO L'OSPEDALE GARIBALDI DI CATANIA




DOMENICA 6 MAGGIO
LA CONFRATERNITA "MADONNA DELLA ROCCA"
DI CORLEONE
SARA' AD ALESSANDRIA DELLA ROCCA IN PELLEGRINAGGIO

PROGRAMMA
ORE 11.00: CELEBRAZIONE S. MESSA IN CHIESA MADRE
ORE 13.00: PRANZO PRESSO RISTORANTE LOCALE
ORE 16.00: VISITA SANTUARIO

                              IL CULTO DELLA MADONNA DELLA ROCCA  A CORLEONE                   



              Il culto della Madonna della Rocca a Corleone risale al 30 marzo 1873, giorno in cui un gruppo di uomini alessandrini, di ritorno da Palermo con il prezioso simulacro della Madonna della Rocca - custodito per secoli presso la Villa Resuttana - che riportavano in paese dove era stato prodigiosamente ritrovato intorno al 1624, si fermarono, nella cittadina della provincia di Palermo, per rifocillarsi e mostrare ai Corleonesi la preziosa statua della quale erano giustamente orgogliosi. Dopo quel giorno, i Corleonesi, toccati nel cuore e sollecitati nella fede dalla straordinaria storia dell'apparizione della Madonna alla ragazza cieca - alla quale donò la vista - e del ritrovamento del simulacro che loro stessi avevano potuto ammirare e toccare con le mani, acquistarono la statua - di autore ignoto e di dimensioni diverse dalla statua della Madonna della Rocca - che chiamarono Madonna della Rocca e sistemarono nella Chiesa di Sant'Elena. In poco tempo, a Corleone, il culto della Madonna coinvolse tantissimi fedeli che decisero di istituire una Confraternita della Madonna della Rocca (indossavano un abito azzurro bordato di bianco) e organizzare ogni anno la Festa solenne in onore della Vergine SS. della Rocca, nell'ultima domenica di agosto, proprio in concomitanza con la festa ad Alessandria della Rocca. 



COME DA TRADIZIONE
DAL 1° MAGGIO HA INIZIO IL "MESE MARIANO" PRESSO IL SANTUARIO
ORARIO S. MESSA
GIORNI FERIALI ORE 6.30
FESTIVI ORE 8.30

Orario apertura Santuario

da lunedì a venerdì dalle ore 16.00 alle 18.00
sabato celebrazione della Santa Messa ore 19.00

24 GENNAIO 2018
ore 16.30
La comunità ecclesiale in processione accompagna il simulacro della Madonna della Rocca in Paese dove sarà custodito, all'interno della chiesa Madre, fino a quando non si insedierà nel Santuario un nuovo ordine religioso a cui affidare la custodia dell'eremo e del prezioso simulacro della Vergine.




17 GENNAIO 2018
I P.P. hanno lasciato il Santuario in attuazione di quanto deliberato dal vertice della Congregazione lo scorso anno.
Nell'attesa che il santuario venga affidato ad un nuovo Ordine religioso, come promesso dal Cardinale Montenegro, la sua custodia è stata affidata al Parroco del Paese Don Salvo Centinaro che, con una lettera aperta ha comunicato alla comunità ecclesiale i seguenti orari di apertura e celebrazione della Santa Messa a partire da lunedì 29 gennaio 2018:
Apertura: tutti i giorni, tranne sabato e domenica, dalle ore 9,00 alle ore 12,00
Celebrazione S. Messa: sabato ore 18,30

Teniamo in serbo tutto ciò che di buono ci ha portato questo anno, lasciamoci alle spalle le cose brutte e lanciamoci verso il 2018 con entusiasmo e determinazione, convinti che facendo ognuno la propria parte possiamo sperare in un anno migliore.

Ai tantissimi devoti della Vergine della Rocca, desidero ricordare che il primo gennaio è la festa di "Maria Madre di Gesù", e la nostra preziosa statua della Madonna della Rocca rappresenta la divina maternità. Festeggiamo la Madre di Gesù nel tempio che Lei stessa ha chiesto di costruire.



Domenica 31 dicembre 2017
Da poco terminata la celebrazione di quella che doveva essere l'ultima da parte dei P.P. Passionisti, comunico con gioia che la presenza dei Padri si prolungherà per altri 17 giorni durante i quali assicureranno regolarmente il loro sostegno spirituale e la celebrazione della Santa Messa con gli orari di sempre.


Domenica 31 dicembre 2017
con la celebrazione della S. Messa delle ore 11.30
si chiude l'esperienza Passionista nel Santuario
Negli ultimi mesi si è parlato tanto dell'importante ruolo svolto dai P. Passionisti nella nostra comunità e nella zona montana della diocesi agrigentina. Il carisma passionista ha certamente contribuito in misura notevole a formare spiritualmente la comunità dei credenti che ha, comunque, manifestato gratitudine e affetto nei confronti dei Padri. Come un qualsiasi inquilino che lascia una casa per trasferirsi altrove, anche i P.P. hanno smontato mobili e arredi delle tante stanze del Santuario per portarsele a Borgetto. Dal responsabile del trasloco mi è stato riferito che hanno operato con un inventario ben preciso comprendente tutti i beni da portare via. Le statue di S. Paolo, di S. Gabriele, della Addolorata, appartenevano ai P.P. e, non avendo ricevuto nessuna richiesta da parte delle autorità religiose, le hanno portate via. Nella sala refezione hanno lasciato le pale dei vecchi altari (delle tele preziose che stavano negli altari laterali prima della ristrutturazione degli anni 50) perché c'è il vincolo della Curia (così mi è stato riferito). 
Ecco come si presenta il Santuario oggi






VENTIMILA PERSONE
HANNO VISITATO
QUESTO BLOGGER
CI AUGURIAMO CHE ABBIA CONTRIBUITO
A FAR CONOSCERE LA NOSTRA STRAORDINARIA
TRADIZIONE DI FEDE
VIVA LA VERGINE DELLA ROCCA










QUESTO 
LA COMUNITA' ECCLESIALE
DELLA MONTAGNA AGRIGENTINA
HA SALUTATO 
I PADRI PASSIONISTI
CUSTODI DEL SANTUARIO MADONNA DELLA ROCCA


La celebrazione della santa messa, presieduta da P. Madonna Provinciale dei Padri Passionisti di Sicilia,  ha preceduto il saluto della forania ecclesiale della montagna ai Padri Passionisti che dopo 83 anni di presenza molto significativa nel territorio lasceranno il Santuario il prossimo 31 dicembre. 
Il saluto della Forania è stato portato da Don Giuseppe Carbone che ha ringraziato i Padri Passionisti per l'importante contributo dato alla comunità territorio della montagna per la crescita spirituale.
In rappresentanza della comunità Alessandrina è intervenuto il Sindaco Alfonso Frisco che ha ringraziato i Padri per avere contribuito notevolmente alla crescita spirituale della comunità ecclesiale alessandrina.






 DAL 25 AL 29 AGOSTO
393^ FESTA SOLENNE IN ONORE
DELLA MADONNA DELLA ROCCA




Giovedì 22 giugno 2017

Adorazione Eucaristica
presieduta dal P.  Gregorio 
Superiore dei P.P. Passionisti
presso il Santuario della Madonna della Rocca 



Il Signore Gesù ci ha convocati nel luogo dove è apparsa Maria
perché con la preghiera possiamo crescere nella Fede, nell'amore per il prossimo
 e nella capacità di PERDONARE. 


Signore Gesù, grazie per avermi chiamato in questo luogo santo
perché con la preghiera possa fortificare la mia Fede
pregare Maria perché interceda presso il Padre
e ottenga protezione per la nostra Comunità,
per tutte le persone che hanno grande bisogno di amore fraterno e carità cristiana.







I PADRI PASSIONISTI
DOPO 85 ANNI
LASCIANO
IL SANTUARIO MADONNA DELLA ROCCA

Da circa un mese, la comunità ecclesiale di Alessandria della Rocca vive con profonda tristezza la decisione della Congregazione dei Padri Passionisti di ritirare i Padri presenti nel Santuario della Madonna della Rocca per chiudere un rapporto spirituale e umano, molto produttivo, che dura da 85 anni. Ricordiamo che i Padri Passionisti furono chiamati nel Santuario Madonna della Rocca nel 1932 dal loro illustre confratello Vescovo Mons. Giovanni Battista Peruzzo, lo stesso anno in cui ebbe inizio il suo episcopato agrigentino. 
I Padri vi fecero ingresso l’11 dicembre 1932. La casa fin da subito adibita come casa di noviziato e rimase tale fino all’8 dicembre 1967, anno in cui si chiuse il noviziato per mancanza di novizi.                                                                                                        
I Padri Passionisti si sono dedicati costantemente a fare memoria delle sofferenze di Gesù e a promuovere, nei cuori dei credenti una vera devozione alla sua Passione – “La più grande e stupenda opera dell’amore Divino” (S. Paolo della croce) – e alla Vergine Maria sua madre, che nel lontano 1624 ha scelto il popolo Alessandrino e “per dimostrargli il suo amore materno ha voluto manifestare con un insigne prodigio la taumaturgica sua immagine”.                         
La comunità ecclesiastica alessandrina, ma anche l’intera diocesi agrigentina, non si stancheranno, certamente, di ringraziare i Padri Passionisti che, nel silenzio del Santuario, con la preghiera e la contemplazione della Passione di Gesù, hanno dato al popolo dei credenti molto più della PREDICAZIONE – sono state tenute le Missioni Popolari in quasi tutte le parrocchie della diocesi – e del servizio pastorale.
Giorno 11 giugno, secondo quanto comunicato da P. Mario Madonna il 31 maggio c.m., dovrebbe insediarsi il nuovo Superiore - P. Gregorio - che avrà il compito di gestire la chiusura del rapporto tra i Padri Passionisti e la Diocesi agrigentina.   


SONO LIETO DI COMUNICARE CHE IL BLOG HA RAGGIUNTO LE

18000 VISITE

Maggio Mariano

Maria è madre di misericordia per avere generato Gesù; 
lo è anche perché madre spirituale tenerissima e dolcissima dei fedeli;
Maria è conforto dei penitenti e speranza dei miseri;
Maria, nel 1624 ha promesso il suo santo Patrocinio agli Alessandrini;
Sentire Maria come nostra Madre è la condizione fondamentale 
della vera devozione alla Madonna.  




Celebrazione Santa Messa 
ore 6.30 & 18.00



15 dicembre 2016
abbiamo superato quota 15000 visite del nostro sito



Le immagini più significative della solenne festa della Madonna della Rocca 
Parrocchia nostra Signora della Rocca
Rosario Argentina


Celebrazione Santa Messa


Lettura della parola di Dio


Il momento dell'omelia nella chiesa gremita di fedeli 


Simulacro della Madonna della Rocca
portato in Argentina - Rosario - nel 1896 da una famiglia Alessandrina


La processione con una copia del simulacro della Madonna



11 SETTEMBRE 
A ROSARIO (ARGENTINA)
LA PARROCCHIA "NOSTRA SIGNORA DELLA ROCCA"
CELEBRA LA FESTA DELLA MADONNA DELLA ROCCA



Ecco alcuni momenti significativi della festa in onore di
MARIA S.S. DELLA ROCCA
Patrona di Alessandria della Rocca


Il popolo Alessandrino sta per entrare nel Santuario per
prelevare il prezioso simulacro della
Madonna della Rocca




Il rettore del Santuario sta per affidare il simulacro al parroco del paese




Il parroco affida il simulacro al coordinatore dei festeggiamenti per sistemarlo nella vara


Inizia la processione per accompagnare Maria S.S. ad
Alessandria della Rocca


Arrivo in paese



La processione nel cuore di Alessandria della Rocca (via Roma, nei pressi del palazzo comunale)


Maria S.S. fa ingresso nella chiesa Madre
portata in braccio dal parroco P. Giovanni Mangiapane


Il parroco affida la comunità a Maria S.S.


Il Sindaco Alfonso Frisco
a nome della cittadinanza saluta e accoglie
la nostra Patrona Maria S. S. della Rocca




31 maggio 2016

Celebrazione santa Messa presso il Santuario Madonna della Rocca










DOMENICA 3 APRILE ORE 20.00

CHIESA MADRE

A CONCLUSIONE DELLA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA

IL COORDINATORE DELLA CONFRATERNITA "MADONNA DELLA ROCCA"  DI CORLEONE RICEVE, DAL PARROCO (P. GIOVANNI MANGIAPANE) E DAI RAPPRESENTANTI DEL COMITATO DEI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DELLA ROCCA, UN'IMMAGINE DELLA PREZIOSA STATUA E ALCUNE PUBBLICAZIONI RIGUARDANTI LA STORIA DELL'APPARIZIONE DELLA VERGINE
AD ALESSANDRIA DELLA ROCCA NEL 1624





DOMENICA 3 APRILE 2016 ORE 20.00

PELLEGRINAGGIO IN DIREZIONE DEL SANTUARIO MADONNA DELLA ROCCA
CON PARTENZA DALLA CHIESA MADRE
PER RIPORTARE IL SIMULACRO DELLA MADONNA

PARTECIPERA' UNA DELEGAZIONE
DELLA CONFRATERNITA DELLA MADONNA DELLA ROCCA DI CORLEONE
ISTITUITA NEL 1873


La preziosa statuetta, dal 27 agosto 2015, è custodita nella chiesa madre del paese.

ROSARIO (Argentina)
Domenica 13 settembre
Festa in onore della MADONNA DELLA ROCCA



31 AGOSTO 2015

DIECIMILA 
SONO LE PERSONE CHE HANNO VISITATO IL NOSTRO BLOG


391^ (1624 - 2015)

TRECENTONOVANTUNESIMA
FESTA DELLA "MADONNA DELLA ROCCA"
28 agosto - 1 settembre 2015



Ecco i momenti più significativi dell


28 agosto 2015
Ha inizio la 391^ festa in onore della
MADONNA DELLA ROCCA


28 Agosto
Arrivo del simulacro ad Alessandria della Rocca


28 agosto
il simulacro della MADONNA DELLA ROCCA ha raggiunto "il cuore" della città


arrivo in chiesa Madre


Il popolo Alessandrino accoglie in chiesa Madre la Sua protettrice
Maria S.S. della Rocca


Il prezioso simulacro della MADONNA DELLA ROCCA
Sull'altare della chiesa Madre


Comitato festeggiamenti in onore della Madonna della Rocca
durante la raccolta delle offerte in via Roma

viva La Madonna della Rocca

La comunità alessandrina si prepara a vivere la Santa Pasqua con Maria


OGGI 21 MARZO 2015 ORE 16,00
GLI ALESSANDRINI FEDELI ALLA VERGINE S.S. DELLA ROCCA
SI RECANO IN PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO
PER ANDARE A RILEVARE IL SIMULACRO DELLA MADONNA
PERCHE' COME DA TRADIZIONE
NEL PERIODO DELLA SANTA PASQUA
LA MADONNINA VIENE CUSTODITA NELLA CHIESA MADRE




INVITO A VISITARE
QUESTO SITO SI FACEBBOK
https://www.facebook.com/Ntra.Sra.DeLaRocca?fref=ts

SI TRATTA DEL SITO DELLA PARROCCHIA "NUESTRA SENORA DE LA ROCCA"
NEL QUARTIERE DOVE VIVE LA COMUNITA' DI ORIGINI  ALESSANDRINA
NELLA CITTA' DI ROSARIO (ARGENTINA)







PIU' DI 7000 FEDELI HANNO VISITATO IL NOSTRO SITO

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IL SANTUARIO
GIA' PRONTO PER LA VEGLIA DEL SANTO NATALE

ORE 23,00



PUBBLICHIAMO UNA RECENTE SCOPERTA!
CINQUE PALE D'ALTARE CHE, PRIMA DELLA RISTRUTTURAZIONE INTERNA
DEL SANTUARIO, ERANO POSTE SUGLI ALTARI


Nella sezione centrale della tela si nota una donna con bambino tra le braccia che, secondo Alfonso Giglio (Autore de "La Vergine della Rocca) ricostruisce un miracolo avvenuto nel 1838 ("Ignazio Salvo di anni tre Alessandrino, cadeva da un alto balcone, stramazzato e tramortito per terra, privo di sensi, mostrava un'otorragia spaventevole accompagnata da altri letali sintomi. La madre sua invocò la Vergine della Rocca e in pochi giorni il fanciullo guarì).


Autore De Simone



 Autore ignoto



Autore ignoto


Autore ignoto


Abbiamo appena ricevuto una significativa testimonianza di un fatto prodigioso che pubblichiamo fedelmente.

<< E' il 17 febbraio 2010 quando mio fratello, Piccolo Giuseppe, viene colpito improvvisamente da una grave forma di polmonite. Immediatamente viene portato in pronto soccorso, dove rimane in condizioni gravissime per ben 24 ore attendendo che si liberasse un posto in terapia intensiva. Il giorno dopo si libera un posto e viene ricoverato in ospedale, dove i medici monitorano minuto per minuto le sue gravi condizioni. In seguito, poiché mio fratello necessitava di essere sottoposto a numerosi esami e anche interventi, viene messo in coma farmacologico. La mia famiglia era disperata. Ci distruggeva vederlo tenuto in vita da quelle macchine, eravamo impotenti, non potevamo fare niente per aiutarlo, l'unica cosa che ci restava da fare era pregare, e lo facevamo in continuazione, in ogni momento della giornata. Ci affidavamo al nostro Padre e alla Vergine della Rocca supplicandoLi di aiutarci, di aiutare mio fratello a sopravvivere. Ma la situazione continuò a precipitare; i dottori ci informarono che le condizioni di mio fratello erano peggiorate a causa di un virus ospedaliero che incessantemente si diffondeva verso tutti gli organi. Era già trascorsa una settimana di coma quando mio fratello viene operato per una colecisti. Non ci avevano dato nessuna certezza di riuscita dell'intervento, anzi, al contrario, ci avevano avvisati dei numerosi rischi che questo comportava. Le nostre speranze vengono risvegliate da un antibiotico che era giunto dagli tati Uniti, questo avrebbe potuto aiutare mio fratello, ma anche in questo caso non c'era nulla di certo, infatti, anche questo tentativo fallì. Mio fratello era lì e continuava con forza a lottare tra la vita e la morte, e noi pregavamo, pregavamo sperando che la Madonnina ci facesse un miracolo. Mio fratello era sempre in condizioni più gravi. Più passavano i giorni, più lui peggiorava. I medici ci avevano ormai detto di prepararci ad affrontare il peggio, persino il prete era venuto a dargli l'estrema unzione. Ci avevano detto che Giuseppe non avrebbe superato nemmeno la notte. Ci era stato detto, anche, che volevano programmare un'autopsia per capire quale virus lo aveva colpito. Mio fratello superò la notte! Continuava a lottare, non voleva rinunciare alla vita, e noi cercavamo di aiutarlo pregando con insistenza la Madonna della Rocca. Dopo alcuni giorni, giunge dalla Germania un antibiotico. Era l'ultimo tentativo che i medici dovevano fare. Ecco il miracolo! Mio fratello reagisce positivamente all'antibiotico e pian piano comincia a migliorare. La Madonna ha ascoltato le nostre preghiere e ci ha ancora una volta dato prova del suo immenso amore. Dopo cinque mesi e mezzo di ricovero in ospedale, mio fratello Giuseppe è tornato a casa e, recuperate le forze comincia a ricordare cosa ha sognato durante il coma farmacologico, quando era tra la vita e la morte. - Camminavo all'interno di un tunnel buio, insieme a tante altre persone, tenendo sulle spalle la vara di Gesù Nazzareno. I nostri piedi erano immersi in un fiume limpidissimo, stracolmo di pesci. Procedendo lungo quel tunnel inizio a vedere una luce abbagliante, bellissima, impossibile riuscire a descrivere con le parole quanto fosse bella, e la sensazione di pace e serenità che ne scaturiva. Entrato in quella luce, vedo un Santuario e ai lati di questo due braccia che mi spingevano facendomi capire che dovevo tornare indietro, nel mondo dei vivi, perché quello non era ancora il mio momento. Torno così indietro, mi allontano dalla luce e m'incammino nuovamente verso il buio, fino a rivedere la luce del sole -
Questa è stata l'esperienza che mio fratello ha vissuto. Tutta la mia famiglia è pienamente convinta che si tratta di un miracolo della Madonna della Rocca che ascoltando le nostre preghiere e le nostre suppliche è venuta in soccorso a mio fratello, facendo sì che ci portasse un messaggio, testimoniando cioè che la morte non è la fine di tutto ma l'inizio, la nostra possibilità di ricongiungimento con il Padre.

Alessandria della Rocca li, 19/10/2014

Silvana Piccolo 



L'ENNESIMO MIRACOLO PER INTERCESSIONE
DELLA MADONNA DELLA ROCCA

Non potevamo scegliere modalità migliore per celebrare la 390^ Festa della Madonna: La testimonianza di un "miracolo" avvenuto nel 2009. Giovedì 28 agosto 2014 abbiamo ricevuto la testimonianza scritta che fedelmente riportiamo, rispettando l'impegno assunto con la testimone di non diffondere, per il momento, le sue generalità.
      Il 31 marzo del 2009, una telefonata sconvolse la nostra vita. Erano le sei del pomeriggio quando fummo informati che mio padre, mentre stava lavorando in un cantiere edile, era caduto da un'impalcatura alta circa dieci metri schiantandosi a terra. Le condizioni erano gravissime: emorragia celebrale e lesioni gravi in tutte le parti del corpo. Entrò in coma! Ci dissero che dovevamo sperare che passasse la notte. Aspettammo tutta la notte! Nei giorni successivi, le parole che, costantemente, sentivamo pronunciare ai medici erano: - la situazione è stabile, non potete fare altro che aspettare e sperare - . La vita di mio padre era come legata ad un filo sottilissimo che poteva spezzarsi da un momento all'altro. In una situazione del genere, io, mia madre e mia sorella passammo da una fase in cui non avevamo ancora realizzato l'accaduto, a farci prendere dalla più completa disperazione e consapevolezza d'impotenza. Cercammo qualcosa che ci desse speranza, conforto: la FEDE. Cominciammo a recarci ogni giorno, sempre alla stessa ora, quasi come un rituale, al Santuario della nostra Madonna della Rocca. Per una settimana intera, ogni pomeriggio, ci inginocchiavamo davanti l'altare della Vergine e con gli occhi pieni di lacrime, ma fissi sul simulacro, supplicavamo l'intercessione di Maria, affinché Gesù facesse risvegliare nostro padre dal coma. Ritornavamo a casa, ma la situazione continuava ad essere stabile, come dicevano i medici. Quel pomeriggio del 6 aprile, però, successe qualcosa che ancora oggi non so come definire. Era lunedì della settimana Santa. Quel giorno mi recai da sola al Santuario, a trovare conforto nella Madonna. Mi ero appena inginocchiata, ma non ebbi neanche il tempo di rivolgere la mia supplica alla Vergine che il mio cuore cominciò a battere oltremodo e, nonostante i miei occhi fossero stracolmi di lacrime, fissai il simulacro della Madonnina e lo sentii più vicino di quanto effettivamente lo fosse. Incredibilmente non mi chiedevo neanche cosa mi stesse accadendo, non mi alzavo, quasi come aspettassi consapevolmente qualcosa. Sentii una voce che non saprei descrivere, mi sentii dire: - Tranquilla bambina mia, papà si risveglierà! - Rimanendo immobile, ma piangendo, risposi a quella voce: - Sicuro, Madonnina mia?- Ero certa che fosse Lei a parlarmi. E mi sentii ripetere ancora: - Tranquilla bambina mia, papà si risveglierà! - Dopo pochi attimi mi alzai e, con quelle parole che risuonavano nella mia mente, tornai rapidamente a casa per raccontare tutto a mia mamma. Ci abbracciammo e scoppiammo in un pianto a dirotto, ma, inspiegabilmente, credevamo entrambi che papà si sarebbe svegliato, che sarebbe ritornato tra di noi. Dopo quello straordinario fatto, la sera andavo a letto e, chiudendo gli occhi, immaginavo mio padre nel letto dell'ospedale coperto dal manto azzurro della Vergine della Rocca. Il 10 aprile, dopo un solo intervento al femore - i tanti interventi chirurgici programmati dai medici, giorno dopo giorno, non risultavano più necessari - mio padre si risvegliò dal coma. Dovette sottoporsi ad un lunghissimo percorso di riabilitazione che l'ha riportato a casa, a stare nuovamente accanto alla sua famiglia. Oggi, a distanza di cinque anni, mi piace e continuo tutte le sere ad immaginare la mia famiglia protetta da quel manto azzurro della Madonna della Rocca.      


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1624 / 2014
390° anniversario
Apparizione della Madonna
ad una ragazza cieca
e ritrovamento del simulacro
della Madonna della Rocca
ad Alessandria della Pietra


Alfonso Giglio nel suo libro “La Vergine della Rocca” (1847) dice: <<sono portato a collocare l’apparizione di Maria nel 1624, come ché la Vergine suole dimostrarsi non al conforto soltanto della persona graziata, che ne fu il primo scopo, ma bensì anche all’apertura di una sorgente di grazie per i popoli che hanno la bella sorte di meritare un sì distinto favore, e, quindi, si vede chiaramente che Maria in quell’estremo bisogno forse ebbe a sovvenire gli alessandrini manifestandole il patrocinio>>.
Intorno al 1624, in contrada Rocca incavalcata, a circa mille metri dalla porta meridionale del paese (oggi “Portella”), una contadina, in compagnia della sua figlia cieca sin dalla nascita, si portava nei dintorni di Alessandria della Pietra (questo era allora il nome del paese) per raccogliervi selvatiche pianticelle. Pervenuta presso la vetta di una collina, che sorge in contrada Rocca Incavalcata, adagia la giovanetta in prossimità di un pianoro sottostante  un piccolo promontorio di roccia bianca, e va alla ricerca della verdura per sfamare l’umile sua famigliola. Mentre la donna è ormai distante e dalla parte opposta alla rocca, una donna di eccelsa bellezza appare alla figlia, e le dice: << Io sono la Regina dei Cieli; va dal Parroco, dai Magistrati e dal popolo tutto, annunziagli che sarò Io la protettrice di Alessandria. E qui dovranno edificare un santuario per adorarvi il mio simulacro serbato in quella spelonca>>. La cieca soggiunge: <<forse non presteranno fede alle mie parole>>. E la Vergine palpando le ottenebrate pupille della miserella: <<or vanne e sarai creduta>>. La visione scomparve, e la cieca attonita vide il creato. La ragazza, dopo attimi di smarrimento – per la prima volta vede e non riesce a capire che cosa le sta succedendo – prova una gioia indescrivibile e comincia a chiamare la propria madre per parteciparle il miracolo. La donna, preoccupata dalla insistenza dei richiami della figlia, con affanno raggiunge il luogo dove l’ha adagiata e scopre con grande gioia che la figlia riesce a vederla. La ragazza raggiante di gioia racconta dell’apparizione e immediatamente si dirigono in paese per informare il Parroco, i Magistrati e il popolo Alessandrino, di portarsi in quel luogo per cercare, in una piccola cavità scavata nella stessa Rocca dell'apparizione - probabilmente una cava di pietre per ricavare materiale per opere murarie - una statuetta di marmo che la raffigura col bambino Gesù in braccio e che dovranno chiamare Madonna della Rocca. Il Parroco e gran parte degli Alessandrini si portano con sollecitudine sul luogo del miracolo e con le mani cominciano a cercare tra i sassi ammucchiati in una spelonca. Viene ritrovata la statuetta di alabastro che raffigura la Madre con Gesù bambino sul braccio sinistro e che, rispettando quanto riferito dalla Vergine alla ragazza, viene chiamata Madonna della Rocca.  






Circa sei anni dopo, nel 1630, su quella collina, sulla Pietra di grazia, dove erano avvenuti due miracoli - la grazia della vista alla ragazza cieca e il ritrovamento della preziosa statuetta - viene fabbricato, con il concorso di tutta la comunità, un santuario dove onorare e venerare la Madonna della Rocca. Alessandria della Rocca, Lourdes, Fatima, Madjugorje,  sono tutti luoghi scelti dalla Vergine Maria per incontrare l’umanità, per sollecitarla ad una fede più forte, nutrita dalla preghiera quotidiana e dall’amore per il prossimo. Un insigne giornalista, molto stimato da Giovanni Paolo II, Vittorio Messori, che da decenni indaga sulla verità della testimonianza di Bernadette, sulle apparizioni della Madonna a Lourdes, attribuisce alla giovanissima ragazza un valore religioso decisivo, oggi, in particolare, per i tanti inquieti che cercano ragioni «per continuare a credere». Se Bernadette non ci ha ingannati, se, dunque, Lourdes è «vera», sostiene il Messori, tutto il Credo della Tradizione cattolica è vero. È la Vergine stessa, infatti, che a Lourdes esorta la veggente: «Andate a dire ai preti di costruire qui una cappella». Se nei confronti di Bernadette, sulle apparizioni a Lourdes, ancora oggi c’è chi nutre dei dubbi, lo stesso non può dirsi dell’apparizione della Madonna ad Alessandria. È vero che a parlare dell’apparizione, nel nostro paese, è soltanto la Tradizione, ma è anche vero che le tradizioni riguardando religiose memorie non vengono attaccate dalle armi dei tempi, e seppur lo avviene, cedono talune piccole singolarità, e le verità essenziali vi trionfano e vivono eterne fra gli uomini. Dio, per 2400 anni, conservò la Religione dei Patriarchi con la sola Tradizione. Mosè, presso a morire, dice agli ebrei: ricordatevi degli antichi tempi, considerate tutte le generazioni, interrogate vostro padre ed egli vi ammaestrerà, interrogate i vostri avi ed essi vi istruiranno(Alfonso Giglio in “La Vergine della Rocca”). Mosè contava, così tanto, sulla Tradizione, da raccomandarla al popolo ebreo, che aveva guidato nella fuga dall’Egitto. La Tradizione non racconta di alcun messaggio, affidato dalla Madonna alla nostra ragazza cieca, ma è mia convinzione che la Vergine, oltre a indicare il luogo, dove cercare il prezioso simulacro che la rappresentava col bambinello tra le braccia, abbia affidato alla ragazza cieca un messaggio che, però, i nostri antenati non hanno saputo o potuto trasmettere ai lori figli. I messaggi delle apparizioni della Madonna, non hanno mai apportato novità dottrinali, ma hanno rivestito e continuano a rivestire valore pastorale di attuazione del Vangelo. I messaggi non dicono nuove verità di fede, ma, più concretamente, risvegliano la Fede. Se per Vittorio Messori, nulla è più "cattolico" di Lourdes, perché i prodigi di guarigione fisica sono una conferma e un sigillo della verità delle apparizioni e, quindi, Bernadette non ci ha ingannati, allora come il Messori possiamo gridare forte, anche noi Alessandrini, che nulla è più cattolico di Alessandria grazie al suo Santuario,  luogo di spiritualità dove è certamente disponibile, per tutti, quella guarigione dello spirito che è la scoperta, o riscoperta, della fede. Se Bernadette, l’unica ad aver visto la Madonna a Lourdes, non ci ha ingannati, non possiamo certo dubitare della ragazza cieca dalla nascita che con la luce dei suoi occhi dimostrò subito agli alessandrini il risultato del miracolo: i suoi occhi finalmente vedevano. L’apparizione della Madonna, ad Alessandria, alla ragazza cieca, che noi abbiamo sempre chiamato Angelina, quell’apparizione, al contrario di Lourdes, presentava, da subito, un doppio sigillo di verità: la grazia della vista concessa ad Angelina, e il ritrovamento della preziosa statuetta di marmo che riproduceva la Vergine col Bambino Gesù tra le braccia. Due fatti prodigiosi, nello stesso giorno, nel medesimo luogo, dove oggi sorge il Santuario. La ragazza cieca fu scelta dalla Vergine come il migliore degli strumenti, per il messaggio che doveva riferire. C’è in lei una eccezionale corrispondenza con i poveri, gli umili, gli ultimi, i sofferenti, che sono i privilegiati del Vangelo. La nostra Angelina è da considerare una “portavoce” esemplare della Vergine Maria. Oggi è importante che i fedeli credano che la Rocca dell’apparizione, il Santuario, è, certamente, luogo dove tutti, sani e malati, tutti peccatori, possono riscoprire e proclamare pubblicamente la loro fede nel Signore, che guarisce tutti i mali.                                  

SECONDO LA TRADIZIONE LA VERGINE DELLA ROCCA APPARVE IN PRIMAVERA.





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